Rassegna storica del Risorgimento

FRANCIA ; PUGLIA ; MEDITERRANEO
anno <1937>   pagina <974>
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Antonio Lucarelli
Minervino, Cerignóla, Bovino, Ariano, Avellino, Capua, Teano, S. Ger­mano, Ceprano, Anagni, Castelnnovo, Viterbo, Bolsena, Radìcofaui, Siena e Tavernelle. *) Altari reparti, granatieri della marina con ospe­dali e artiglieria da campagna, dai porti di Taranto, Bari, Trani e Barletta avrebbero fatto vela per Ancona, Rimini, Marsiglia e Tolone, non appena il governo borbonico avesse fornito i legni occorrenti. Fra gli ultimi d'aprile e i primi di maggio fu iniziata da parte dei fran­cesi la consegna delle fortezze agli incaricati regi; e seguirono ben presto le partenze. Mossero da Gravina fra il 3 e il 4 maggio i dragoni, cui tennero dietro a breve intervallo gli altri distaccamenti di cavalleria, che stanziavano a Matera, ad Altamura ed in altri luoghi. Fra il 18 e il 25 nsciron quasi tutte le milizie di fanteria e, insieme con queste, il famigerato, ladresco Gbabert, che, transitando per Bari, fu con grave scorno derubato dai malandrini, assai più destri, di questa città.2)
Le partenze per via di mare, principiate fra il 5 e il 6 maggio, proseguirono lentamente, forse per mancanza di trasporti, fino al 6 o 7 giugno, quando da Trani e Barletta partirono numerose polacche napoletane. Qualche giorno dopo, l'8 di codesto mese, s'imbarcò a Taranto il generale Soult con 243 ufficiali ordinari e 12 superiori, provveduti d'una larga indennità di tavola per una traversata mensile. s) Rimaneva in Terra di Bari Carra Saint-Gyr con i suoi aiutanti, ed anche questi lasciaron subito le Puglie su di un trabaccolo diretto a Rimini.*)
Eccoci finalmente liberi deU'intutto dai Francesi! esclamava con rinnovata effusione d'animo il duca d'Ascoli. Ed anche lui abbandonò Foggia per la metropoli, fra un coro di plausi e di benedizioni. s* In verità, per i suoi pregi di signore napoletano e di amministratore integerrimo, per le coraggiose provvidenze con cui represse il brigan­taggio ed epurò la giustizia inquinata da una schiuma di furfanti,7'
i) Ivi 2) Ivi. *) Ivi,
4) Ivi, fase. 4306 (Relazione di Colaiànni ad Acton): ...quelle popolazioni benedicono la provvidenza del Re, che ha spedito colà, un così degno soggetto qual'è il Duca d'Ascoli, che dà riparo a tutti i guasti di quelle provincie con un'attività sorprendente, e che con dignità e buon garbo sa resistere all'esorbitanze dei Fran­cesi).
5) Ivi.
6) BLANCH, U Regno di Napoli dal 1801 al 1806 in Archivio storico per le Pro­vincie napoletane, Napoli 1923, Niuóva serie, anno Vili, fase. I-TV, p. 13 sgg.
7) JLm,ì 'Jfatm* fast" 4308