Rassegna storica del Risorgimento

GALLETTI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <979>
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Un diario (Vesilio di Giuseppe Galletti 979
Osservatore, fare un elogio della loro fedeltà al suo principio, e dopo molte sentite parole, conchiuse ch'egli partiva con pura coscienza, che si compiaceva di ciò che aveva fatto, e che sperava che in altra occa­sione avrebbe trovato i medesimi sentimenti e si lusingava del ritorno di questa occasione, perchè non temeva né i re né i papi . Il Calderari gli rispose a nome degli intervenuti in modo che il Galletti restò contento di quei sentimenti .1)
Il 21 si decise a partire per Civitavecchia, dove trovò altri pronti a salpare per la Grecia, per sfuggire alle vessazioni delle autorità fran­cesi e alle temute vendette di Gaeta. Sua prima intenzione dovette esser quella di recarsi in Svizzera, a giudicare dalle raccomandazioni procuratesi in quei giorni. A Monsieur Ab.m Constantin Peintre Celebre {sic) à Genève lo presentava F. Megré il 20 luglio, assicurando il ginevrino pittore di porcellane che au premier moment d'entretien que vous aurez avec M. Galletti vous serez content de lui; sa presence et son entretien vous en persuaderà mieux que je ne pourrais le faire par cette lettre . Ed altra lettera ugualmente sentita e vibrata gli rila­sciava per Messieurs D. Bachelard et fils à Genève. Con non minore effusione il 26 Louis Jacquemier scriveva da Civitavecchia a suo cugino Louis Didier, negoziante ginevrino, per presentargli M. le General Galletti, Ministre plusieurs fois sous le regime de la Papauté, et Pré-sident de l'Assemblée Romaine, qui s'est volontairement expatrìé avec un des mes amis M. Carcani qui a eu aussi une parte fort honorable aux affaires du Gouvernement Républicain . Essi hanno scelto Gine­vra proseguiva come loro sede pour attendre les événements . E nel raccomandarli aggiungeva per il Galletti: le nom de ce vertueux Citoyen est trop connu pour vous en dire davantage; il emporte avec luil'extìmation et l'amour de tous les partis, excepté celui de l'iniquité . Quanto a Roma, c'era da sperar poco di buono dalla libertà recata dai Francesi: si on va du pas qu'on a commencé je ne doute pas qu'on pouMuivra jusqu'à la pensée, et alors je serai bien force moi memo de suivre Fexemple de ces probes et honorés Citoyens .
L'affluire dei perseguitati nella piccola città tirrena era incessante, da Roma e dalle provincie. Non si riusciva a trovare alloggio, tanto grande era la folla degli emigrati: bisognava decidersi.a partire. Sebbene le voci che correvano sulla proibizione di sbarco emanata dalle autorità sarde fossero poco consolanti, il Galletti volle ugualmente tentare la
l) Osservatore romano, a. I, n. 30, del 12 novembre 1849. 2J Roma, Carte Galletti.