Rassegna storica del Risorgimento
GALLETTI GIUSEPPE
anno
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1937
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980
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980 Alberto M. GhlsalherU
sorte prima che nuovi e più gravi ostacoli sorgessero a vietargli le coste della Liguria. E il 27 luglio con altri compagni di sventura, tra i quali Giovanni Costatili e il Pisacane, s'imbarcò su un piroscafo destinato un giorno a leggendaria gesta, il Lombardo, per questo triste viaggio verso la meta incerta. Che mai gli serbava l'avvenire ? Avrebbe potuto fermarsi in Italia ? E la moglie e i figli li avrebbe, e quando, potuti riabbracciare? Indizio sfavorevole, intanto, il divieto intimatogli a Livorno di scendere a terra. Ma a confortarlo di questo rigore e dell'ansia per la sua sorte futura, giovavano la conversazione con il conte Martini, ex ministro sardo a Gaeta, che Io faceva inorgoglire rivelandogli che la Corte pontificia lo temeva e lo detestava più d'ogni altro, con il fiorentino Giuseppe Bardi e con Guglielmo Gladstone, come apprendiamo dal giornale che ora per la prima volta si pubblica.l) Prima ancora d'abbandonare Roma, il Galletti s'era rivolto al d'Azeglio per chiedergli il permesso di attraversare il territorio sardo. Quindi, giungendo all'alba del 29 nel porto di Genova, aveva fatto pregare per mezzo del Martini il Lamarmora di comunicargli eventuali ordini a suo riguardo. Dopo qualche contrattempo, dovuto in parte alla diffidenza del generale piemontese, il permesso di sbarco fu accordato. Ma all'indomani, dietro invito del Questore, dovette lasciare la Superba per Torino, ove giunse la sera del 31.
Il d'Azeglio aveva scritto proprio in quei giorni a Diomede Pan-taleoni di non essere alieno dall'accogliere a due o tre alla volta i profughi, purché galantuomini e forniti di mezzi leciti di sussistenza e purché s'impegnassero a non turbare il paese che li ospitava e non s'occupassero di politica: accolgo senza difficoltà chi è italiano ed è nella sventura, e quanto alle opinioni ognuno si tenga le sue, non me ne impiccio . 2)
E, coerentemente a questo suo principio, il d'Azeglio concesse senza difficoltà al Galletti, che s'era recato da lui la mattina del 1, di trattenersi dieci o dodici giorni in Torino e di restare in Piemonte, suggerendogli come sede la Spezia ( è un luogo dove vorrei esser io
1) Ved. Memorie cìt. in appendice, alle quali limando per i particolari del viaggio. Purtroppo di questa conversazione non abbiamo che quel brevissimo accenno. Sul viaggio del Lombardo vcd. Corriere Mercantile, a. XXV, 30 luglio 1849 e lo Statuto del 30 e del 31 loglio.
2) D'AZEGLIO e PÀNTJLLEONI, Carteggio inedito. Tonno, Roux, 1888, p. 203. Ved. anche la lèttera del 31 luglio al Galeotti, in cui afferma Credo di far bene a costituire il Piemonte in forma d'astio italiano , M. DB Runnis, Carteggio politico tra M. d'Azeglio e h. Galeotti, Torino, Sten, 1928, p. 7.