Rassegna storica del Risorgimento
GALLETTI GIUSEPPE
anno
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1937
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pagina
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981
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Un diario d'esilio di Giuseppe Galletti 981
scriveva al Pantaleoni), riserbandosi però di parlar di questo al Consiglio dei ministri e promettendo di comunicargli se vi fosse stato qualche cosa in contrario. In attesa della risposta intanto il Galletti visitava Torino, frequentava le redazioni dei giornali democratici e la casa di Lorenzo Valerio, ove ritrovava lo Sterbini, cui era stato intimato di lasciare il Piemonte. Notizia questa che preoccupava l'ex Presidente della Costituente, in favore del quale l'Opinione spezzava una lancia, accusando il Gabinetto sardo di servilità ai reclami del rappresentante francese . Ma, veramente, quest'ultimo c'entrava poco e VOpinione dovette prendere atto all'indomani della smentita dell'accusato. È qui Galletti, lo lasciano fare, ma è ben sorvegliato. H Governo qui è forte, e saprà tenere in rispetto tutti i suoi nemici , scriveva il Massari al Minghetti, l'uno e l'altro poco favorevoli all'esule. *)
Le corse per la città, le conversazioni con vecchie conoscenze, le presentazioni agli uomini politici più noti distraevano dai crucci e dalle incertezze di quei giorni d'esilio il Galletti, che meditava addirittura di por mano ad una Storia della guerra di Roma, che purtroppo non andò oltre il titolo. Ma un brutto risveglio l'attendeva la mattina del 5, e n'era causa un cortese ma spiacevole biglietto del d'Azeglio.
Sig. Generale Giorni sono ebbi l'onore di dirle ebe non vedevo nessuna difficoltà ebe ella si stabilisse alla Spezia. Con vero rammarico debbo ora farle conoscere che il Consiglio dei Min. non ba diviso questa mia opinione. Non bo voluto farle aver questo avviso d'ufficio per quanto mi sia grave incaricarmene, per toglierle almeno ciò che vi poteva essere di spiacevole nella forma di quec comunicazioni.
TOT. 5 Ag. 49 Dev. Servo
M.o D'Azegb'o.
Apriti, Cielo ! Galletti corre da Valerio a pregarlo di ottenergli almeno di restare in Piemonte, interessa Carenzi, Romeo e l'astronomo Plana, che offre addirittura di parlarne con il ministro francese a Torino; VOpinione dà fuori l'8 agosto una noticina agra agra per chiedere se l'espulsione del Galletti sia il preludio della pace; amici influenti si muovono, noni ultimo tra questi Giovanni Durando, il quale, memore dell'opera svolta in suo favore dal Galletti a Roma nel 1848, scriverà s una nobile lettera al d'Azeglio, lettera che se non giungerà in tempo per strappare la desiderata concessione non sarà senza effetto sulle buone disposizioni ulteriori del Governo verso il Bolognese.
I) Ved. VOpinione del 2, del 3 e del 6 agosto 1849. La lettera del Massari, del 6 agosto, è in M. IÙNGHETTI, Miei ricordi, Torino, Roux, 1880, voi. II, p. 454. Vedere anche D'AZEGLIO e PANTALEONI, opt *., p. 206.