Rassegna storica del Risorgimento

GALLETTI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <984>
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Alberto M. Ghisalberti
L*8 settembre giungevano profughi toscani e romani provenienti dalla Corsica, dalla quale erano venuti via perchè maltrattati e svil­laneggiati dalla popolazione, ed il Galletti ne soccorreva con denaro i più bisognosi. Nei giorni seguenti ammirava la a magnifica mole, di grande storica rimembranza del Bellerofonte e riceveva accoglienze trionfali a Sarzana dove la banda musicale in grande uniforme si recò la sera a festeggiarlo. Si era trasferito in quest'ultima cittadina sulla fine di settembre per incontrarsi con sua moglie, che, giunta da Bolo­gna, si trattenne con lui fino al primo ottobre.
Uomo di mondo, frequentava il Gasino e la casa della marchesa Teresa Doria, ottima italiana , nel salotto della quale l'affabile, ele­gante e bel Galletti non doveva figurar troppo male. Gli amici di fuori non lo dimenticavano. Dimmi se Galletti è costà oppure se partì , chiedeva fin dal 23 agosto Giovanni Laffont da Livorno a Casimiro De Lieto, e da Roma l'8 settembre Costantino Bertozzi, antico subor­dinato dell'ex generale dei Carabinieri romani, gli dava notizia della propria degradazione e i saluti del romano G. B. Niccolini; Antonino Dolcibene, rimosso anch'egli da ogni impiego, gli inviava il 15 ottobre da Roma gli elenchi dei feriti durante l'assedio: Si ricordi Sig. Av.to che ha in Roma degli amici affezionati i quali sentono il dovere della gratitudine e le proteste fattele nei tempi fortunati... ; Enrico Brusa una settimana dopo gli riferiva altre informazioni e i saluti del Mengaldo. Dati e notizie voleva dagli amici per quel lavoro storico al quale non aveva ancora rinunciato.
Vuoisi informava con maligno sarcasmo l'Osservatore romano che il Galletti excuriale, ex-awocato, ex-ministro, ex-generale, ex-presidente della Romana Assemblea, nella Spezia si occupi ora della Storia Militare della defunta Romana Repubblica 1 A ninno meglio che a luì certo conviene l'incarico 1 A lui, che come tante altre meraviglie della gran Repubblica, fu un generale improvvisato! A lui perfetto conoscitore della prospera e dell'avversa fortuna della sostenuta guerra, come pei fasti, e non diremo già dei furti, del Ministero appunto della guerra ! farà ei brillare non poco le bravure dcU'ex-ministro sig. Campello nel disorganizzarne Pannata e dilapidarne i fondi a vantaggio suo e dei suoi. *)
Napoli per aver chiamato a Gaeta la fregata americana, la Constitution, ondo accogliere 1 Papa e fargli festa. I due ministri furono dimessi, e il capitano fu vivamente rimprove­rato. Da ciò si pud inferirne, che il governo americano non è un troppo grande ammira­tore di Pio IX, e che quanto i suoi agenti fecero, lo fecero contro le loro istruzioni *) L'Osservatore romano, a. I. n. 26, 2 novembre 1849. Non è inutile ricordare che il Galletti fu nominato generale dei carabinieri prima della fuga del Pontefice, il 21 no­vembre* Un anno dopo, l'immaginoso visconte D'Ariincourt asserirà con singolare improntitudine nella sua Italie rouge (Parigi 1850) che Galletti era stato imprigionato per furto dì argenteria in un convento, poi per falsificazione di scritture private !