Rassegna storica del Risorgimento
GALLETTI GIUSEPPE
anno
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1937
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pagina
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987
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Un diario tPesiHo di Giuseppe Galletti 987
Anche alla moglie si rivolgeva accorato due giorni dopo, lamentando che il Governo pontifìcio aprisse le loro lettere ed insistendo per la riunione della famiglia, alla quale consigliava di evitar le spese inutili ccpercìiè gli è ora di limitarsi al pane. E l'orizzonte gli appariva inesorabilmente buio:
Tu mi chiedi se nutro (gualche speranza, ed io ti rispondo, ninna per me, niuna affatto. Se il Papa ricordasse solo ilio Nov. in cui salvai la vita a lui ed a tutta la sua Corte, senza toccare degli altri benefizi; se ricordasse che tutti i mali avvenuti nacquero in gran parte dai suoi fatali errori: se considerasse a quello che io ho fatto anche ne* momenti di disordine, ne* quali io sono rimasto frammezzo al turbine per tentare di scongiurarlo e almeno di impedire una parte del male, se ricordasse tutto ciò, io non dovrei avere speranza ma certezza di rivedere la patria: ma egli non lo ricorda, e v'ha chi gli vieta fino di ricordarlo: dunque nulla è a sperare. *)
Gli sorrideva intanto l'idea di farsi dare dal Governo una concessione di terreni in Sardegna e di ritirarvisi con la famiglia e qualche amico.
Tento questa via scriveva alla moglie l'8 gennaio perchè se potessi avere per poco molti terreni, assicurerei un pane alla mia famiglia unico scopo dei miei pensieri, e quasi unico tormento che mi punge quando mi assale il timore che le possa mancare di che sostenersi .
Le feste dei Siciliani per l'anniversario della loro rivoluzione, l'arrivo di ufficiali romani di recente destituiti ed esiliati dal Governo pontificio, lo spettacolo di un rovinoso uragano a ciel sereno lo distraevano per qualche istante da queste malinconiche considerazioni. Ma subito sopraggiungevano malignità liberali o reazionarie a procurargli nuove amarezze. Nel suo numero del 28 dicembre l'Osservatore romano (e la notizia era stata riprodotta dal Nazionale Toscano del 12 gennaio) aveva insinuato ohe il Governo piemontese aveva accordato al Galletti un sussidio mensile di 200 franchi. Evviva il nostro governo umanitario! commentava sarcasticamente il giornale clericale. Contro questa
i) Questo cruccio per il disconoscimento di quelle che egli considerava le sue benemerenze appare anche nella citata lettera al Matteucci: Quando la storia narrerà quello che io ho fatto per salvare quell'uomo fatale di Pio IX, e quale sia stata la mia condotta verso di lui vedrà a qual punto io ho spinto l'affezione e la gratitudine, e come egli abbia respinto sconsiglia Lamento la mano ohe voleva pure salvarlo . A Bologna, invece, a Minghotti si lamentavo dei rigori esercitati dal restaurato Governo pontificio e proprio contro i moderati, tantoché io diceva al Montanari che spero di vedere Galletti e Stcrbini passeggiare le vie della città, e noi esiliati o in prigione. Così va il mondo ! Carteggio tra Marco MingJietti e Giuseppe Pasolini per cura di G. PASOUM, Torino, Bocca, 1924, voi. I, p. 151 (lett, del 4 settembre 1849).