Rassegna storica del Risorgimento

GALLETTI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <988>
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988 Alberto M. Ghisalberti
calunnia egli protestava vibratamente in una lettera al Massari e attraverso l'opera di amici giornalisti.
...E siccome scrìveva io non ebbi mai dal Gov. Piemontese né questo né qualunque altro sussidio così desidero che sia fatto palese essere una invenzione dell'Osservatore Romano o del suo corrispondente quell'asserzione, la quale inserita in quel giornale ha il suo veleno ed amo che sia smentita. Il perchè mi volgo a lei onde nel giornale da lei diretto sia fatto conoscere che io non ho mai chiesto ed avuto cosa alcuna dal Governo Piemontése tranne l'ospitalità che ottenni, e per la quale non mi verrà mai meno l'animo grato. Non mi vergogno di confessare che sono povero, ma i sussidi di cui abbisogno li cercherò sempre in me stesso colla mia industria, e se occorresse anche colle mie braccia. Son. certo che accoglierà favo revolmente la mia inchiesta, servendo la verità che io dimando a difendere me non solo, ma insieme la dignità del Governo Piemontese. J)
Quasi negli stessi termini insorgeva contro l'accusa in una lettera alla moglie (18 gennaio), alla quale ripeteva il brano dell'Osservatore ;
Miserabile 1 Questa asserzione ha un occulto veleno; ma nhino crederà, poiché tutti sanno che nulla i Governi hanno mai dato a me, e che invece ho dato molto io a loro coLl'opera mia: tuttavia ho scritto a Torino onde in un foglio offiziale ai dichiari che io nulla chiesi e nulla ebbi giammai.
Queste accuse gli rendevano più. amaro l'apprendere che amici vecchi suoi, senza dirgli nulla, si andavano mettendo a posto. II Gherardi otteneva una cattedra ? E il Galletti commentava :
Comprendo che essendosi messo in braccio del codinismo, se ne sarà vergognato; ma io ne rido, e vado conoscendo la tempra di tutti specialmente de' grandi ciarloni. Io certo non troverò mai pane, e Dio mi prowederà (7 febbraio).
Alle idee di costituire una colonia agricola in Sardegna, né il Gal­letti, né gli altri emigrati avevano del tutto rinunciato. Lo Statuto ricordava il 7 gennaio l'antico progetto; il Galletti s'interessava di macchine utili all'industria agricola e non era insensibile, come appare dal suo giornale, alle preghiere di alcuni compagni d'esilio che lo invi­tavano ad occuparsene di nuovo.
Rispetto al mio progetto di colonizzazione resto fermo nel mio pensiero, scriveva il 25 gennaio alla moglie che non è già di abbandonare l'impresa, ma solo di non farmene più soJecitat.ore; se gli Emigrali si presentano, e mi animano a progredire, allora proseguirò ad operare; ma che debbo io fare, indipendentemente anche da ciò che ho sofferto, se essi non accorrono, e non comprendono il bene e la grandezza di questa impresa? . *)
2) Carte Callotti. (15 gennaio 1850). Morta Lo logge, il Massari era passato alla Gazzetta ufficiale. Della protesta del Galletti diede notizia anche l'Opinione.
*) Gli frullava anche per il capo 1* idea di mettere su in Sardegna una casa di educazione, della quale egli sarebbe stato il Direttore.