Rassegna storica del Risorgimento

GALLETTI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <990>
immagine non disponibile

990
Alberto M. Ghisalberti
unicamente puossi addimandarc. Io pertanto, a nome di essi, presento a V. M. le comuni dimando, che affido e raccomando al sonno ed alla generosità- vostra, ed a' sapienti consigli del vostro governo. Vi si chiede pertanto la facoltà di trasportarsi in Sardegna, e di fondarvi una colonia; vi si chiede per conseguenza che concediate gratuitamente loro uno dei tanti lìberi terreni che, incolti ad abbandonati, possiede il governo in quest'isola, adatto allo stabilimento di questa colonia, e capace, nella sua estensione e co* suoi prodotti agricoli, al sostentamento di circa diecimila uomini. Questo terri­torio non vi si chiede ora in vernn luogo determinato dell'isola, perchè è mestieri che proceda la generica concessione, dopo la quale soltanto si potranno esaminare i terreni, e procedere alla scelta. Per ora vi si accenna solo che il terreno si chiede in luogo di aere salubre, ove siavi copia d'acqua per i bisogni della vita, ed ove l'agricoltura possa fio­rirei come vi si accenna, che, scelto e determinato il territorio, dovrà esso venire per intero assegnato alla colonia, e per lei al consiglio che ne rappresenterà gli interessi economici, onde questo possa poi farne la divisione e le assegna rioni mimo mano che si presenteranno emigrati a far parte della colonia.
Ma non basta, o Maestà, che venga concesso questo corpo di terreno; è d'Uopo che il governo venga in soccorso dell'emigrazione col prestare una somma per sopperire alle prime gravissime spese di fondazione. La condizione degli emigrati che faranno parte della colonia è tale, che la più gran parte di essi non avranno di che campare la vita finché non abbiano cominciato a ridurre il terreno a fruttifera coltivazione vale a dire per i primi due anni (che anche nel secondo poco e a sperare di reddito netto) non avranno donde acquistare i bovi aratori, gli utensili agrarii, le sementi; non avranno donde pagare le spese per il dissodamento del terreno, e per stabilirsi sopra di una terra ove tutto sarà a creare. Seco una prima ragguardevole spesa la quale non può valutarsi minore di 900 franchi per ciascun individuo. Oltre di che v'hanno molte e grandi opere di indispensabile necessità e di utilità comune che non possono e non debbono sostenersi da veruno separatamente, quali sono per dire di alcune, gli scoli delle acque, pozzi, forni, le cascine, le abitazioni comuni, qualche tronco di strada per le interne comunicazioni, un ospedale, una chiesa; e per queste ed altre somiglianti comuni spese è indispensabile una somma assai ragguardevole. Senza un capitale pertanto disponibile immediatamente la colonia sarebbe disciolta anzi che nata. Alcuni coloni verranno in soccorso con qualche loro capitale, ma poco può calcolarsi sopra questo eventuale sussidio, a fronte della certezza e grandezza del bisogno. Per quanto sia ristretto il novero dei primi coloni, ogni più limitata valutazione dimostra il bisogno di un milione di franchi per lo meno, ed è questa la somma che si chiede a prestanza dal governo, per essere entro equo termine restituita.
Non è questo il luogo di addimostrare come la colonia si verrà instàtnendo, come governando nel suo sviluppo; uè d'altronde interessano al governo questi particolari dacché la colonia sarà soggetta come ogni altra provincia, alle sue leggi, tuttavia accen­nerò alcuni de* principali elementi.
La colonia verrà composta di emigrati italiani, escluso qualunque fosse macchiato di note disonorevoli o rifiutasse di darsi all'industria ed al lavoro.
Sarà colonia agricola ed industriale ad un tempo, poiché, nel mentre tutti avranno il loro campo, ogni arte, ogni professione, ogni industria potrà avervi luogo, protezione e sviluppo.
La misura delle assegnazioni di terreni che il consiglio coloniale farà a singoli coloni sarà regolata secondo le braccia che ognuno potrà impiegare nei lavori agricoli, e secondo i bisogni della sua famiglia.