Rassegna storica del Risorgimento
GALLETTI GIUSEPPE
anno
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1937
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pagina
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991
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Un diario d'esilio di Giuseppe Galletti 991
L'assegnazione attribuirà possesso ed usufrutto soltanto: la proprietà sì verrà acquistando solo allorché il colono avrà soddisfatto alla cassa della colonia ciò che questa avrà dovuto pagare per esso, o ad esso, e ciò che gli spetti per suo quoziente di spese comuni.
La colonia avrà un. consìglio che ne reggerà gli interessi economici, il quale durerà finché si avranno interessi in comune; spetterà ad esso lo statuire e il decidere sopra tutto quanto concerne allo stabilimento della colonia, ed alla sua interna condotta.
"Dna parte de1 terreni che non saranno subitamente distribuiti sarà coltivata per conto comune, onde coi redditi sovvenire a' bisogni della colonia ed a'suoi pesi, affinchè non sia sollevata da ogni gravezza procedente dal suo impianto, e specialmente dal peso della restituzione delle somme adoperate per le comuni necessità.
Sono queste alcune delle basi sulle quali si poserà la colonia, e che la faranno in breve fiorire: per esse ne starà lontano il tarlo di siffatte imprese, vale a dire le speculazioni di uno o di pochi a danno dimoiti: per esse invece avranno tutti uguale campo all'industria: l'agricoltura ne sarà l'elemento principale: le arti, i mestieri, il cambio, specialmente cogli isolani, che addiverranno rispettati ed amati fratelli, scaturiranno da sé come naturale, anzi necessaria derivazione. H consiglio, governando da vicino, gli interessi della colonia, ne conoscerà costantemente il corso, sveglierà ed abiterà lo spirito di associazione, veglierà sulle cose e sugli uomini, e reggerà quelle e questi con una scorta la più rassicurante di tutte, colla- scorta cioè e collo stimolo dell'interesse.
I sommi vantaggi che il governo piemontese raccoglierà, accordando la fondazione di questa colonia nel modo richiesto, sono di si alta importanza, e specialmente per l'attuale sua politica condizione, che non possono non essersi schierati luminosamente dinanzi a V. M. ed al vostro governo, e farei opera soverchia se ne parlassi Dirò solo che quanto più saranno larghe le implorate concessioni, e quanto più sarà l'emigrazione italiana animata a concorrere in questa colonia, tanto maggiori sarannole utilità materiali che vi conseguirà il Piemonte, ed il poco dato gli germoglierà larghissimo frutto. Lo squallore attuale di Sardegna, il bisogno che ha di aiuto e di braccia onde sviluppare le inesauribili sue ricchezze, le quali sono pure ricchezze dello stato, sarebbe bastevole argomento per dimostrare l'utilità stragrande di questa impresa. Ma v'hanno utilità anche maggiori, volgendo più alto il pensiero, le quali tacerò, per rammemorare soltanto che il governo piemontese si coprirà di un'incancellabile onoranza, la quale lo solleverà, e nell'interno ed all'estero, ad un alto grado di potenza morale, mentre che sarà il benedetto delle generazioni.
La prospettiva di queste reali grandissime utilità, congiunte ai boeri e generosi prin-cìpii onde Y. M. ed il suo governo è animato fanno confidare chénon mancherà l'impetrata concessione, e che a questa faranno seguito una perenne ed attiva protezione, e le altre minori concessioni di cui l'emigrazione italiana abbisognerà nel portarsi e nello stabilirsi sopra una terra incolta e deserta, nella quale, all'ombra dell'italiano vessillo spegnere il nome e la dura vita dell'esule nel seno di una nuova patria, e nella fraterna comunione.
À testimonio di altissima riverenza m'inchino ossequioso dinanzi all'augusto trono, innalzando voti per la prosperità vostra, e per la salute d'Italia.
G. Galletti.
Grande fu l'interesse destato dalla cosa presso gli esuli. Scrìvimi ee il progetto di colonizzazione in Sardegna si effettua e quanti saranno eli emigrati diretti a quella volta, domandava G. Laffont a Casimiro
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