Rassegna storica del Risorgimento
GALLETTI GIUSEPPE
anno
<
1937
>
pagina
<
993
>
Un diario d'esilio di Giuseppe Galletti 993
l
Bignami, aveva ostentatamente evitato di fargli visita. Ottimo il ricordarlo , annotava il Galletti, cui però Tatto coceva, anche perchè a Roma il Marescotti era stato da lui beneficato. Nel luglio anche donna Maria Ercolani si dette a parlare assai male. dell'esule, tanto che gli amici lo consigliarono di non andarla a salutare.
A più gravi accuse accennava, smentendo sdegnosamente di esserne propalatore, Olimpiade Meloni, ex direttore della polizia repubblicana, il quale gli confermava che a Marsiglia correva voce tra gli esuli che il Galletti avesse tenuto corrispondenza con Gaeta.1)
Motivo continuo di cruccio gli era anche il pensiero di non riuscire a trovare un'occupazione stabile e decorosa. Aveva chiesto di essere ammesso nell'esercito piemontese, ma il d'Azeglio gli aveva latto rispondere per mezzo di Cristoforo Negri di non poter accogliere la sua domanda perchè era in corso una riduzione degli effettivi. Con l'appoggio di autorevoli amici aveva anche tentato di ottenere dal Mameli, ministro dell'istruzione, una cattedra di diritto costituzionale o di storia del diritto nell'Università di Torino, prima, e poi in quella di Sassari, ma dopo lunghe pratiche la cattedra era stata assegnata ad altri. 2) Il ministro non era alieno dall 'accontentare il Galletti, ma avrebbe desiderato che egli avesse presentato un qualche saggio, una qualche dissertazione giuridica per aver modo di valutare la sua preparazione scientifica. Il Galletti, che non volle o non potè accontentarlo, dovette così rinunciare alla sognata gloriola universitaria.
Da queste preoccupazioni e da queste delusioni (né gli mancarono gravi motivi di amarezze domestiche per ragioni di interessi col fratello e col padre) lo distrassero per qualche tempo la stampa dell'opuscolo in cui egli cercò di difendersi dalla taccia diingrato e traditore verso
*) Leti, del 6 agosto 1850, in Carte Galletti. A Roma, intanto, usciva il noto libello Storia postuma della quinimestre Repubblica Romana ricavata dai titoli di alcuni libri trovati manoscritti negli archivi del Triumvirato (s. b. n. d.), nel quale al Galletti sono attribuiti: De fide in proditioncm servanola; De opportuna lacryma-mm effusione; De laudibus simulationis et parricidii, opuscula varia . E PAudisio esclamava con ornato livore sul finire della sua opera: E voi Piemontesi vi beate di un Galletti, di un Saffi (giovincello di curiale), e vi strappate per desio un Garibaldi! Buon prò* vi facciano, .diejam noi, e se le imprecazioni fossero lecite, e voi le meritaste, vi risponderemmo: Dio ve li conceda ! (La Repubblica Italiana del 1849. Suo processo. Perugia, Santucci, 1851, p. 290).
2) La speranza della cattedra in Torino sparì appena nata: sono già disposte. Ora se ne hanno due a Sassari seconda città di Sardegna : ho fatto qualche passo, e sarei arcìcontento di andarmene colà a fare il maestro di scuola, dopo tanto splendore, ma nutro pochissima speranza; perchè inoltre io non posso per la mia età e per la mia posizione assoggettarmi ad un concorso e ad un esame, e credo che da ciò non si voglia declinare (lett. alla moglie, del 30 maggio).