Rassegna storica del Risorgimento

GALLETTI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <995>
immagine non disponibile

Un diario d'esilia di Giuseppe Galletti 995
G-aHetti, si compiacque con lui per avere pubblicamente e solenne­mente declinato ogni sospetto di complicità . *)
E il libro andava e suscitava interesse. Un testimone degli avve­nimenti romani del 16 novembre, il capitano Dal Pozzo, gli scriveva per fornirgli maggiori particolari; altri si occupava dell'introduzione clandestina del libro negli Stati italiani; il Daelli cercava di spingerlo a non rinunciare al lavoro più vasto.2)
1) Carte Galletti, lettera da Pallanza, del 3 settembre 1850:
Pregiatissimo Sig.r Aw. Galletti
Le rendo grazie della cortese memoria e dell'invio del suo opuscolètto: e scusi il ritardo col quale le rispondo: essendo sul lago Maggiore per passarvi pochi giorni in compagnia di alcuni amici non ho saputo prima d'ora adempiere a questo dovere. Ho letto in intiero il suo opuscolo, e son lieto eh' Ella abbia pubblicamente e solen­nemente declinato ogni sospetto di complicità coi miserabili assassini di Pellegrino Rossi. Dopo il dialogo avuto con lei a Torino l'anno passato io ero su questo punto pienamente riassicurato: le sue parole pubbliche mi confermano nella persuasione destata in me dalle sue parole private. Non entro a discorrerle del suo opuscolo in complesso, perchè mi sarebbe mestieri non di poche righe ma di una lunga lettera: n;è io voglio inutilmente infastidirla. Le nostre opinioni politiche dissentono in molti punti importanti: in una sola cosa però non dissentiamo, e spero non dissentiremo mai, nell'amore cioè costante ed invariabile a questa nostra infelice patria italiana.
Accolga, la prego, l'espressione reiterata dei miei ringraziamenti, mi comandi e mi creda
Dev.mo ed obbl.mo Servitore Giuseppe Massari .
II Tommaseo, invece, scriveva al Capponi: Io lascio al Galletti prosciogliersi dagli obblighi verso lui [Pio LX] col vantare i benefizi fendutigli. Anche Pio IX ha par­lato troppo de* BUOI benefizi, né veggo che Gesù Cristo li rammentasse tanto agli Ebrei . Lettera da Corfù del novembre 1850, in N. TOMMASEO e G. CAPPONI, Carteg­gio inedito, Bologna, Zanichelli [1920], voL III, pp. 75-76.
2) La lettera del Dal Pozzo del 24 agosto, è pubblicata in A. M. GHISALBERTI, Il tramonto di un ministro di Pio IX, cit., pp. 31-32. Giovanni Laffont, nel chiudere una lettera a Casimiro De Lieto scriveva il 25 settembre: Salutami gli amici spe­cialmente Giuseppe >;, Gli dirai che per i suoi opuscoli non è più possibile di intro­durne in questo paese. Io presentemente non saprei con chi compromettermi. Ti prego passargli due franchi p. conto mio (Roma. R. Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano, B.* 173, fase. 16). E I'8 ottobre lo incaricava di un piccolo saldo a favore del Galletti. Dalla Direzione della Tipografia Elvetica di Capolago il Daelli scriveva fin dal 21 agosto al Galletti: a Ho qui la vostra umanissima. Ricevo avviso dalla posta di Genova che giace la il vostro libro per mancanza d'affrancazione. Giugnete grazie a favori, pagate otto centesimi di dritto di posta e il libro mi verrà. Ve ne scriverò tostissimo. Avete dimenticato il vostro Ms. sulle cose di Roma ?
Ho messo in posta il n. ultimo monitore per voi e amici. Addio di tutto cuore
dal V. sempre
Daelli.
De Boni che è qui con noi vi saluta .