Rassegna storica del Risorgimento

GALLETTI GIUSEPPE
anno <1937>   pagina <996>
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Alberto M, Ghisalberti
Della sua corrispondenza* in questo periodo assai attiva, con altri esuli o con amici rimasti nello Stato Pontifìcio, si stanno racco­gliendo qua e là i non ricchissimi resti. II Mai oli pubblicherà tra breve quella con il Rizzoli; io stesso darò in una prossima bio­grafia del Galletti lettere di altri e con altri. Qui basterà accennare, ad alcune, a miglior illustrazione del breve diario, che si pubblica in appendice. Da Tangeri una lettera del bolognese Paolo Bovi, com­pagno fedele di Garibaldi gli dava notizie del Nizzardo, con il quale il Galletti dopo gli eventi dell'assedio di Roma era rimasto in buonissime relazioni, e lo pregava di scrivere al Generale per metterlo in guardia contro i consoli sardi, dei quali i vecchi repubblicani temevano l'opera di persuasione...1) Il canonico Giovanni Chelli, buon patriota e penitenziario della cattedrale di Grosseto, protestava con il Galletti (11 maggio 1850) di non voler essere confuso con quell'altro canonico Massimiliano Cheli, di Lucca, che era stato decorato di meda­glia d'oro alla restaurazione granducale. Diamine, proprio a lui, autore di spregiudicati articoli contro il potere temporale, pubblicati sul Corriere livornese, e colpito con l'esilio di otto mesi, gli esercizi spiri­tuali, la sospensione a divinis, la perdita dell'impiego, tanto affronto? Filippo de Filippi prometteva da Civitavecchia di trasmettergli la sua corrispondenza, mentre un antico dipendente lo informava (1 agosto 1850) delle condizioni tristissime di Bologna, ridotta a un sepolcro, senza vita affatto , ove i pochi nostri veri amici vivono ritirati, ma sempre col medesimo animo ed ardore. Altri, come Marco Magnani, esule a Marsiglia, gli chiedevano sussidi e raccoman­dazioni, oppure gli presentavano amici ed amiche, come faceva il marchese Guitera De Bozzi, che gli raccomandava caldamente la signora Valle una delle migliori attrici della Francia... dotata di amabili ed insieme spiritose qualità . Da Roma gli inviava notizie e saluti la baronessa de Sartory, fedele amica; da Parigi Giovanni Mazzetti (19 settembre 1850) lo ragguagliava sulle condizioni della Francia anelante a ritorni imperiali. E il Galletti scriveva ed era in buoni rapporti, con Garibaldi, con il Muzzarelli, il Rusconi, l'Orsini, il Serpieri, il Vinciguerra, il De lieto, lo Scalabrini, il Fabbri e altri moltissimi, dispersi come poveri resti d'un grande, immenso naufra­gio , come si esprimeva lo stesso alfieresco Fabbri.
1) Ved. per lo lettera del 19 febbraio 1850 e le circostanze che la provocarono A. M. CrrisAJ.BKim, Noierella garibaldina: Tangeri, in Uomini e cose del Risorgimento, cit., pp. 195-199.
2) E. FABBRI, Due anni e due mesi della mia vita, Roma, Bontcmpclli, 1914, p. 480*