Rassegna storica del Risorgimento
GALLETTI GIUSEPPE
anno
<
1937
>
pagina
<
1005
>
Un diario d'esìlio di Giuseppe Galletti 1005
7 Gen. Passato a dormire nella sera nel nuovo alloggio.
12 d. Assistito alla festa de* Siciliani per l'anniversario della loro rivoluzione.
ira il 20, e il 30 Gen. arrivali in Roma [sic] molti degli Ofiìziali Romani destituiti ultimamente ed esigliati da Pio EX, Morelli, Quentini, Borgia, Gigli, Ruvinetti etc.
28. Gen. Un uragano a del sereno con vento di tramontana fece immensi guasti nella citta, campagne e nel porto. *)
Feb.
Risorta per fatto degli Emigrati Pidea della Colonia: si sono fatti a interessarmi perchè io receda dalla mia determinazione ed io ho risposto che tornerò alle prime cure se avrò un invito scritto di 100 Emigrati al circa.
15. d. Il Governo ha mandato via da Genova alcuni Emigrati, la pia parte Lombardi destinando loro altri luoghi: fra questi hawi Re vere, Maestri, due Guerrieri, Mordini, Arrivacene. 2)
18 Marzo. Spedita med. l'Intend.* l'istanza per la Colonia al Re.
29 d. Arrivato Dn Mazzocchi Giovanni.
Arrivato Matterazzi Lorenzo.
Ninna risposta del Re, e caduta affatto la speranza della costituzione della Colonia.
Partiti da Genova segretamente Rusconi, Pichat per Torino, Anan per Francia, Mazzoleni e Mayrper Toscana.
Giugno. Fuggito D. Mazzocchi3) con mille scudi circa che aveva esatto di ragione di Maderazzi [sic}.
l) Di questo uragano cosi scriveva due giorni dopo alla moglie: Domenica scorsa soffiò in Genova una tramontana sì violenta che divenne un uragano a ciel sereno. Cadevano dai tetti le tegole, tutte di lavagna, come foglie: olle tegole facevano compagnia le pietre: alcuni muri furono abbattuti: delle ringhiere con forti balaustri di marmo furono spianate: un buon terzo del piombo che cuopre il frontale del teatro Cario Felice fu svelto dal tetto, e non ne fu portata via una parte sola ove lo lamine si Congiungono, ma le lamine stesse furono lacerate, nel resistere della parte che rimase attaccata al tetto: parecchi sono stati feriti, e due sono già morti in causa di questo bombardamento celeste.
2) Scriveva il 15 alla moglie: Temo che il Governo voglia diradare in Genova il numero degli Emigrati, e temo di essere io pure rimandato: siccome sarebbe però sempre aperto l'adito alla Sardegna, cosi mi andrò a sepcllire colà: tre sono già stati espulsi: puoi figurarti come vivo. Ved. per l'espulsione dei Guerrieri-Gonzaga, A. Luzio, Memorie e lettere di Carlo Guerrieri-Gonzaga, in Rassegna Storica del Risorgimento* a. II (1915). fase. I, pp. 64-65.
3} Su questa vicenda cosi riferiva alla moglie il 21 giugno: Sappi, passando ad alfr/o, che quel D. Giovanni Mazzocchi di cai ti ho parlato più volte è sparito da Genova dicendo di andare in Toscana, ma sembra in sostanza per evadere, e fuggire chi sa dove, [portando seco un migliaio di scudi che aveva riscossi di ragione di un altro Emigrato (Matexazzi) per spedirglieli a Torino, ove questi erasi portato. Sembra che io non possa credere tanta sceleratezza, e mi vo figurando che egli possa ritornare a smentire questa orribile accusa, ma purtroppo prevedo che mi figuro cosa impossibile. Ho scritto al canonico SVB Maria a Bologna per sentire se sia vero che dovesse abboccarsi con Ini sul confine Toscano, come Mazzocchi diceva con me; e se Santa Maria mi risponde che ciò non sia vero, allora ò fuor di dubbio che quel disgraziato e un ladro. Io ne sono addolorassimo. Cerca di vedere il canonico, o di fargli conoscere il fatto, e per ora il sospetto, giacché nella mia lettera a lui diretta, io non gli ho dotto niente di esso, ma solo chiesto se ba veduto D. Mazzocchi . Sol Mazzocchi, già cappellano dei carabinieri, ved. p 983.