Rassegna storica del Risorgimento
NAPOLEONE III ; MODENA
anno
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1937
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pagina
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1010
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1010 Carmine Jannaco
copie autenticate che il Municipio di Modena trasmise subito per conoscenza ai componenti la Commissione Comunale reggiana. La prima lettera dà relazione dell'udienza imperiale; l'altra, che parla di una seconda udienza concessa dal Walewskj, fu scritta dai due modenesi a Londra prima di essere ammessi alla corte Inglese. Le lettere hanno evidentemente uno stretto carattere confidenziale, dati i giudizi che esprimono, e, con molta probabilità, questa è la ragione per cui non vennero pubblicate e per cui si trascurò perfino di metterle agli atti. Esse sono di grande interesse, perchè tratteggiano in maniera viva e secondo la verità storica le figure di Napoleone III e del Walewskj. A pochi giorni di distanza da Villafranca Napoleone definisce quella pace un bout de papier ; è prodigo di assicurazioni per l'indipendenza dell'ex Ducato mentre poi, almeno a detta del Bianchi, il 30 agosto, ricevendo la deputazione parmense, assicurerà che Parma e Piacenza sarebbero andate al Piemonte, ma che il Duca Roberto promesso sposo a una ricca erede di Francesco V d'Este, avrebbe avuto il trono di Modena, e ancora il 10 ottobre in una lettera al re di Sardegna manifesterà l'intenzione di mettere sullo stesso trono la Duchessa di Parma. *) D'altra parte il Walewskj è confermato nel suo atteggiamento di irriducibile ostilità per ogni idea di libertà che gli giungesse dall'Italia. Le due lettere, degne di una attenta considerazione, non fanno parte di un carteggio ufficiale e sono belle appunto per questo, perchè in esse, scritte di impeto, si sente vibrare la passione e l'ansia che tenne sospeso l'animo dei modenesi nel periodo di timori e di speranze che segui i preliminari di Villafranca.
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PRIMA LETTERA
Parigi, 26 loglio 1859.
Usciamo in questo punto dall'udienza imperiale; fummo ricevuti ed ascoltati circa tee quarti d'ora con la massima degnazione per parte di Sua Maestà. Le dicemmo tatto ed insistemmo principalmente sulla fiducia intera, illimitata che le SS. VV. ed il Paese riponevano nell'onnipossente di lui patrocinio, fiducia che non poteva essere e non fu scossa in causa della dolorosa pace di Villafranca. La possanza della risposta dell'Imperatore fa questa: Crediate Signori che mi fu forza far la pace (e poi si distese principalmente in considerazioni militari). Il mio buon volere per altro non verrà mai meno, né ali Italia né a voi. Oggi mando il mio inviato a Zurigo per intendersi colà circa le condizioni definitive della pace, giacché per ora non consiste qu?en bout de papier (eie) . Quanto al Duca di Modena ho promesso all'Imperatore d'Austria non mi opporrei a che fosse restaurato. Ma se i Modenesi non lo vogliono, come voi affermate, io certo non lo riporrò colle mie troppe. V/intriche encor moins. L'Imperatore d'Austria
J) N. BIANCHI, qp. cip.,, pp. 219-224.