Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI COMUNALI ; COSENZA
anno
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1937
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pagina
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1018
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1018 Varietà., appunti e notizie
E veniamo alla parte storica: A 13 loglio 1734- in Cosenza, Capi accordati in presenza del sig. don Agnello Fabrieatore Giudice de la Gran Corte della Vicarìa Regio Commissario et Uditor Capo Busta della R. Udienza di questa provincia di Calabria Ci tra per esecuzione et ordine dell'Eco, mo Duca di Coivano Marescial di Campo e Vicario Generale per Sua Maestà art 2. L'Eletto del Popolo debba cliggersi da tutte le persone del Popolo d'ogni ceto, et atto si debbano eliggere li sei Deputati art. 4... Il Governo ossia Amministrazione e proviste dell'Annona debbano essere e farsi dall'Eletto del Popolo , ecc. ecc. Ed ecco spiegato l'assillo dell'ignoto Eletto del Popolo per quanto riguarda la diminuzione dei Fuochi e la corrispondenza col sig. Guzzolino. Adunque le funzioni di questo Magistrato cittadino erano notevoli. L'incarico fu assolto: nel 1754> da Saverio Parise; nel 1756 da Antonio Graditane; nel 1760 e 1763 da Nicola Sprovieri; nel 1764 da Pietro Mazzei; nel 1766 da Nicolò De Santis; nel 1767 da Nicolò Stocchi; nel 1772 da Francesco Zupi; nel 1777 da Salvatore Mollo; nel 1778 da Pietro De Roberto; nel 1781 da Raffaele Muti sostituito per cause ignote da Pietro Mazzei; nel 1782 da Pietro Marino; nel 1797 da Vincenzo De Simone e nel 1798 da Raffaele Maria Spiriti.
Dal 1783 al 1796 gli Eletti del Popolo sono ignorati dallo scrivente, tranne del don Gregorio Notarianni ricordato nel manoscritto.
Col nome di Fuochi s'intendeva una famiglia composta in media di cinque individui, e assoggettata a una tossa.
Altri potranno dire quali funzioni esercitasse il Giudice della Portolania, per quanto la parola istessa pare indicasse persona rivestita di funzioni proprie del Magistrato, differente - in ordine di mansioni dal Reggio Giudice reclamato dai Roglianesi.
I Fucilieri di Montagna è a credersi siano derivati dai Franchi, truppa ricordata nel XVl secolo, cui seguì la milizia del Battaglione, e poi quella comandata nei secoli XV li e XVIII da un capitano di Campagna.
Con ciò lo scrivente ha esposto e detto quanto conosce, certo e sicuro che servirà di sprone ad altri valentuomini per completare e correggere .
G. D*IPPOWIO
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LA MOSTRA DEL RISORGIMENTO A COSENZA. - Così ne parla la Cronaca di Calabria nel suo numero del 18 maggio:
Come pubblicammo a suo tempo nel gran salone del Vetere, dov'è la sede della R. Scuola Tecnica Commerciale, ad iniziativa della Consulta del R. Istituto di Storia del Risorgimento italiano, è stata inaugurata la Mostra del Risorgimento.
E la prima mostra del genere che si ha in Cosenza, degna di essere visitata da chiunque, sia per la ricca raccolta di cimeli che documentano il periodo rivoluzionario del 1844 e del 1848 e sia per la qualità di essi che sono di molta importanza storica, specie per la gioventù, studiosa, e di molta importanza didattica.
V'c un giornale che risale al 1826; un regolamento per i collegi d'istruzione militare che risale al 1823, quando regnava Ferdinando primo di Borbone, che nulla faceva Benza pigliare lo spunto da Vienna.
a Vi sono cimeli importanti dei Martiri cosentini del marzo 1844 e dei Fratelli Bandiera e compagni del luglio dolio Btesso anno. Don Beniamino Do Roso, con il suo viso sereno e l'occhio vivo; Don Gioacchino Gaudio, il ricercato del 1837, l'amico fedele dei Bandiera; Santo Cesario da S. Fil; Carlo Corigliano da Cosenza; gli avvocati Marini ed Ortole celebri per il loro ingegno e por la loro arto oratoria} i Conforti, i Milano, i Mosciaro, fanno bella mostra nel Salone.
r Inoltre vi è una ricca collezione di armi dell'epoca e di ritratti di persone che furono condannati ai bagni penali di Pxocida e di Nisida. Vi sono esposte le librette nere dei bagni; i documenti che comprendono i processi e le condanne.