Rassegna storica del Risorgimento

ARCHIVI COMUNALI ; COSENZA
anno <1937>   pagina <1021>
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LIBRI E PERIODICI
B. PERONI, Fonti per la storia d'Italia dal 1789 al 1815 nell'Archivio Nazionale di Parigi', Roma, Reale Accademia d'Italia, 1936-XV, pp. 330. L. 25.
Ai rari italiani che per i loro studi consaltano i documenti conservati nelle Archives Nationales, spesso gli archivisti francesi esprimono il loro rammarico per il fatto che generalmente i nostri studi sul periodo rivoluzionario e napoleonico non tengano sufficiente conto delle fonti archivistiche d'oltralpe. Che essi abbiano, pur­troppo, ragione, è indubitabile: e anche senza averne vista una sola carta, basta l'elementare constatazione delle condizioni della Penisola in quell'epoca per convin­cere chiunque della fondamentale necessità di ricorrere anche alle fonti francesi.
Le quali, però, non sono di facile accesso: non dico materialmente, che qualunque ricercatore è sicuro di esservi premurosamente accolto, sibbene proprio dal lato tecnico archivistico. Lo studioso italiano in genere, salvo qualche milanese, non si accorge nemmeno, forse, dell'enorme facilitazione rappresentata per lui dal criterio del rispetto dei fondi e dal metodo storico fortunatamente applicato in tutti i nostri archivi di Stato: quando egli si è reso conto sicuro dell'ordinamento amministrativo di uno dei nostri antichi stati o dell'ufficio che particolarmente l'interessa, sa, si può dire, a colpo sicuro qual è l'archivio in cui deve cercare i materiali per i suoi studi. Ma se le sue ricerche passano le Alpi Cozie, ecco che alla sua preparazione storico amministrativa deve aggiungerne una specifica, poiché sarà perfettamente inutile per lui sapere qual è l'ufficio da cui provengono le carte che egli ricerca, se non avrà prima presa una certa dimestichezza con una complicata algebra archivistica, per cui dovrà imparare anche che le carte da lui cercate si trovano, poniamo, nella serie A F TV, a meno che non siano nella sottoserie F 7 o nella serie BB: ben fortunato se le sue ricerche dovranno svolgersi in qualche archivio dipartimentale, dove, pur non rinunciando alla loro algebra, i colleghi francesi hanno sancito un relativo rispetto dei fondi, mentre nell'Archivio Nazionale il Camus e il Daunou fecero d'ogni erba un fascio, stendendo le loro povere carte sopra il letto di Procuste di una classifica­zione in cui sembra che la preoccupazione dominante sia stata quella di far corrispon­dere il numero delle serie a quello delle lettere dell'alfabeto. H guasto fu così grave che nessuno dei loro successori, fra cui pure ve n' è di veramente grandi, come per esempio il Langlois, potè tentare alcunché per rimediarvi. Tutto ciò venne per lungo tempo chiamato metodo scientifico e sciaguratamente imitato in Italia (a Milano tutti ricordano Luca Peroni e Ilario Corte): ancora nel 1873, il Toderinì e il Cecchetti, archivisti di cui nessuno può mettere in dubbio le benemerenze, ai trinceravano dietro ragioni di materiale impossibilità per scagionarsi dell'appunto di non averlo applicato nell'ordinamento dell'Archivio di Venezial
Duplice è perciò il servigio reso dalla Reale Accademia d'Italia agli studiosi col presente volume, minuziosamente curato dal prof. B. Peroni: aver rappresentata la necessità di ricorrere alle fonti francesi e aver contemporaneamente offerta una buona guida in un labirinto in cai non è difficile sperdersi ai men pratici.
All'abbondante materiale elencato dal Peroni, grande contributo per mole dà la serie F, in eoi sono comprese le carte dell'amministrazione generale della Francia, in ispecie la sottoserie F1 e (Paya annexés ou d6pendants); ed è logico, perchè metà delle terre italiane faceva puramente e semplicemente parte dell'Impero francese; non può però negarsi che i suoi documenti hanno un interesse prevalente­mente amministrativo, certo da non svalutare, ma senza dubbio d'importanza minore