Rassegna storica del Risorgimento
ARCHIVI COMUNALI ; COSENZA
anno
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1937
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pagina
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1035
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Vita dell'Istituto
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L'oratore dopo aver detto che la Mostra si inquadra in quelle manifestazioni primaverili bolognesi che, nell'animo dei loro promotori illuminati e tenaci, sono destinate a rialzare sempre più il tono della nostra città, ha rilevato che essa si prefigge ano scopo preciso ed alto, cioè di far noto di quanta passione e di quale potente movimento di idee fosse presso di noi fermento ed inizio la invasione repubblicana d'Italia compiuta dalle acmi vittoriose della rivoluzione francese guidata e portata all'impero da un Uòmo di stirpe italica che, esaltato dagli uni come un Dio, disprezzato dagli altri come un demonio, rimane pur sempre un'altissima figura che campeggia nella storia del mondo con quel segno inimitabile e inconfondibile del genio che vale veramente a faro della storia l'epopea.
Dopo avere accennato alle tristi condizioni in cui si trovava Bologna sotto il governo pontificio, nonostante gli sforzi di rinnovamento di Pio "VI, che aveva perfino tentato quella bonifica pontina che solo dopo 140 anni, per merito di Mussolini, doveva vedere il successo, it'oju. Manaresi ha continuato: ri É nelle provincie, H pòpolo fremeva e quando, d'oltr'Alpe, giunsero i primi fremiti della rivoluzione e la notizia della dichiarazione dei diritti dell'uomo dell'89 e la invasione delle nuove idee trionfanti, pure bell'atro cita enei sangue, si accesero anche da noi fermenti generosi.
Nel 1790 Zamboni, diciassettenne giovinetto tenta la ricolta: quattro anni dopo rinnova il tentativo col De Bolandis: Zamboni arrestato si strozza in carcere nel Palazzo del Comune; De Bolandis muore sulla forca.
Al nome dello Zamboni si sposa la leggenda del tricolore che sarà poi il simbolo e l'emblema della repubblica Cispadana.
a In una rapida sintesi l'oratore tratteggia le vicende di quegli anni fortunosi: l'ingresso dei Francesi a Bologna nel giugno 1796 e le immediate pesanti contribuzioni da essi imposte: la creazione, al Congresso di Modena, della repubblica Cispadana, che nel 1797 scompare, assorbita dalla Cisalpina. La vita di quest'ultima repubblica è dura e agitata, e le angherie dei nuovi padroni fanno dimenticare il malgoverno pontificio ed austriaco, sicché quando il 30 giugno 1799 gli austro-russ* entravano in Bologna, una parte della popolazione traeva un sospiro di sollievo. Ma i patriotti, i paladini della libertà, che avevano sperato nella rinascita ri' Italia non rinunciavano alle loro aspirazioni e continuavano ad alimentare quel sentimento patrio che doveva portare all'indipendenza e alla libertà.
I quattro anni che precedettero l'alba del secolo XIX, sono ricchi di ammaestramenti e di conseguenze. Si ridestano allora nel nostro popolo, soggetto da secoli al dominio straniero, gli spiriti di indipendenza, di grandezza, di eroismo. F. l'amara esperienza insegna a quei nostri antenati che gli stranieri, francesi, austriaci o russi, sono sempre stranieri, oppressori e sfruttatori, con qualunque bandiera o ideologia essi si presentino.
e Un secolo e mezzo e trascorso da quegli anni lontani: in un secolo e mezzo noi siamo passati dalla polverizzazione dell'Italia alla indipendenza, dalla indipendenza alla unità, dalla unità all'Impero: non invano hanno camminato queste nostre generazioni lungo le vie sanguinose battnte dalla storia, se esse hanno finalmente trovato il loro impero ed il loro Capo.
Nella gioia e netta luce del sole che illumina oggi l'Italia noi ci rivolgiamo indietro a ricordare e ad esaltare il nome degli oscuri, di questi nostri bolognesi, nobili, popolani, pensatori, poeti, uomini d'arte, di lettere, di scienze, che in ogni ora hanno voluto bene a questa nostra divina città ed hanno avuto fedo nei destini e nella rinascita della Patria, tenendo alto con dignità e eòo fierezza, il loro nome di figli di Bologna e dltalia: con questi sentimenti noi inauguriamo oggi questa Mostra, modesta nelle cose ma alta nello spiritose, che è ad un tempo un atto doveroso di riconoscenza per i precursori ed un atto di fede nei destini dell'Italia e del suo Impero.
: L'on. Manaresi, al tèrmine del suo discorso, vibrante di affetto per la nostra città di entusiasmo per In sua magnifica storia, vivamente applaudito e complimentato da tutti i presenti.