Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; EUROPA
anno <1937>   pagina <1054>
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Franco Valsecela
dell'Europa intera: se oggi dovesse scoppiare la guerra, non è sul Ticino che dovrei condurre le mie truppe, ma sul Reno, Il mio dovere, il mio interesse, e l'interesse della causa che il Re di Sardegna rappresenta, mi obbligano a rassicurare la Germania e l'Inghilterra sulle mie inten­zioni, ed a provar loro, senza sconfessare le mie simpatie per l'Italia, quale sia il mio spirito di conciliazione. La Russia, che. devo dirlo, fa causa comune con me in questa circostanza, ha compreso la falsità/, anzi il pericolo della mia posizione. Essa ba proposto il solo mezzo che esistesse, ora, di mettermi nel diritto comune, senza abbandonare la causa che voglio servire: la convocazione di un congrèsso. Questa pro­posta io non potevo e non dovevo rifiutarla: poiché, o la decisione del congresso condurrà ad una soddisfazione positiva per l'Italia, che l'in­durrà a pazientare, o l'Austria si rifiuterà di far concessioni, e almeno si verrà alla guerra con l'appoggio dell'Inghilterra e della Prussia.1)
E un ottimismo un po' semplicistico: Napoleone stesso confessa che il Congresso significa un rinvio della guerra, di quella guerra che Cavour considera come l'unica via di salvezza per l'Italia. Pure, le ragioni addotte son troppo per­suasive perchè Cavour possa fare a meno di riconoscerle. Si piega, quindi, ad accettar l'idea del Congresso. Ma lavora, perchè il Congresso sia tale da servire agli scopi del Piemonte, non a quelli dell'Austria: che riveda, non che ribadisca la situazione italiana. E pone le sue condizioni. Anzi, una con­dizione sola: che al Congresso partecipi anche la Sardegna. Non discute il programma del Congresso, non pone esigenze revisionistiche che gli rovescierebbero addosso l'ira dell'Europa e l'eterna accusa di provocazione. Chiede solo la partecipazion e della Sardegna: ma è il chiedere all'Europa di porre la Sar­degna sullo stesso piano della sua rivale, l'Austria, è l'implicito riconoscimento della Sardegna come il naturale avvocato della causa italiana. Non più le cinque potenze assise in tribunale a giudicare la situazione italiana, ma l'Italia che attraverso la Sardegna espone le sue rivendicazioni dinanzi all' Europa.
i) Carteggio Cooour-Nigra, II, > 352* Napoleone III a Cavour, 23 marzo.