Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; EUROPA
anno <1937>   pagina <1057>
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La mediazione europea, ecc. 1057
dal suo riserbo, per lanciare il ballon d'essai di una singolare proposta. La maggiore difficoltà alla rimozione delle conven­zioni fra l'Austria e i Bucati osserva Walewski è il pericolo che, rimosso il diritto d'intervento austriaco, gli Stati italiani manchino di una adeguata protezione contro la minaccia rivoluzionaria. Perchè non sostituire, allora, alla protezione austriaca, un patto di mutua assistenza fra gli Stati italiani per la conservazione dell'ordine costituito?
Noi pensiamo che sarebbe bene formare in Italia, non esattamente una confederazione (si è abusato di questa parola, che dà sui nervi a troppa gente) ma una specie di associazione di tutti gli Stati italiani, esclusa l'Austria. Questi Stati si legherebbero reciprocamente per il mantenimento dell'ordine e la repressione dei tentativi rivoluzionari. Fra i sei Stati italiani ve ne sono tre che hanno eserciti abbastanza forti per non aver da temere gravi sconvolgimenti interni: Napoli, la Toscana, e la Sardegna. Ognuno di questi Stati si impegnerebbe, al bisogno, ad intervenire presso il vicino. Questo intervento nazionale sostituirebbe, d'ora innanzi, l'intervento austrìaco.1)
un ballon d'essai, più che una proposta; una iniziativa personale di Walewski, più. che una espressione autorizzata della politica francese. Walewski, nella sua ansia di evitare soluzioni radicali, si aggrappa a questa problematica scap­patoia: vi ricorrerà di nuovo anche dopo la guerra, nel timore delle complicazioni che minacciavano di seguir Villafranca. Progetti campati in aria, si replica in Piemonte. Queste frasi ehe non toccano che la superfìcie suonano molto bene nei dispacci diplomatici, e dan l'illusione di aver messo a posto tutto scrivendole: ma esse provano soltanto che non ci si dà la pena di approfondire la questione, e di guardar da vicino quanto avviene in Italia.2' Infatti, se il programma di
i) Pólitik Preussens, n. 216, Pourtalè a Schlciuitz, 21 mazzo 1859.
<0 Così si sfoga il gen. Dabormidu eoa rinviato prussiano, Braasier de Saint Simon, quando questi lo interroga sui progetti di Walewski per un'intesa dei prin-ch>f italiana dopo Villafranca. Potitìk Preussens, n. 506, nota 3, Brassier a Schleinitz. 28 loglio 1859.