Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; EUROPA
anno <1937>   pagina <1058>
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Franco Valsecchi
Walewski sembra rimuovere uno degli ostacoli, l'intervento austriaco in Italia, non tiene conto della insormontabile barriera che divide gli Stati italiani, che divide la Sardegna, col suo programma di libertà e di indipendenza, dagli altri Stati a regime assolutistico, vassalli dell'Austria. Come potrebbe la Sardegna muovere a soffocare negli Stati vicini quei movi­menti rivoluzionari sorti in nome di un'idea di cui essa stessa è il campione? La Sardegna non può nemmeno ammettere l'idea di questa confederazione o associazione, come la chiama Walewski se non in difesa della libertà e dell'indi­pendenza italiana.11 Sottoponendo a Napoleone il suo piano nei riguardi del Congresso, Cavour riprende il progetto di Walewski, ma lo trasforma completamente, piegandolo ai suoi fini. D'accordo che la confederazione italiana debba servire ad escludere ogni possibilità di intervento austriaco; d'accordo che debba servire a mantener l'ordine interno: ma per ordine interno non si deve intendere la reazione e l'assolutismo dinastico. Al contrario, gli Stati italiani devono accettare il principio costituzionale e le istituzioni rappre­sentative. Questo sarà l'ordine che la futura confederazione dovrà difendere: l'ordine costituzionale, non l'assolutistico. Cavour tenta di sfruttare lo spunto fornito da Walewski per escludere l'intervento austriaco, e salvaguardar la rivo­luzione. Vienna aveva anch'essa pensato ad una associa­zione di Stati italiani: ma per salvaguardar la reazione: e senza escludere il proprio intervento. Già con Cowley si era accennato alla possibilità di una lega italiana, nel caso che le convenzioni coi Ducati venissero tolte di mezzo. Ora che l'abolizione delle convenzioni è stata posta senz'altro nell'or­dine del giorno del Congresso, Vienna deve pensare a premu­nirsi: e cerca una via d'uscita, che le permetta di sacrificare la lettera, mantenendo intatta la sostanza. Assaggia il terreno
*) Carteggio Cavour-Nigra, li, n 36-1, Cavour a Napoleone, 30 marzo 1859.