Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; EUROPA
anno <1937>   pagina <1063>
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La mediazione europea, ecc. 1063
V.
La discussione intorno alle condizioni poste dall'Anstria e dal Piemonte: la questione del disarmo, e della partecipazione della Sardegna al Congresso.
Come nelle discussioni sulla proposta del Congresso, così nelle trattative per determinarne il programma: tutto va nene finché si resta nel vago e nell'indeterminato. Non appena si scende sul terreno della realtà concreta, il dualismo austro-piemontese si riafferma in tutta la sua pienezza. Due principi sono a fronte, due politiche, due mondi : la revisione e la conservazione. Voler conciliarli è voler conciliare l'in­conciliabile. Le cancellerie europee si illudono di poterne fare una questione di tattica diplomatica. Tutti gli artifici che la tecnica del mestiere può suggerire sono messi in opera: se mai la diplomazia meritò la sua fama di sottigliezza sofìstica e di acrobatico equilibrismo, fu in quel mese d'aprile 1859. I I I I I I
Si presentava, con il problema del contenuto del Congresso, il problema delle condizioni poste alla sua accettazione: la condizione del disarmo piemontese, la condizione dell'ammis­sione del Piemonte. La diplomazia si butta a capofitto in una febbrile attività mediatrice, alla ricerca di tutte le pos­sibili vie di mezzo, di tutte le sfumature in cui il bianco e il nero delle tesi opposte si possono conciliare. Gli uomini di stato austriaci, piemontesi, francesi sono sottoposti ad un sistematico martellamento di proposte e di controproposte: un lavorìo di corrosione, una pressione estenuante con cui si cerca di piegare la volontà dei contendenti. Napoleone, più d'una volta, sembra vacillare e chieder grazia all'alleato che non gli lascia un istante di tregua: Pensate che senza esservi costretto gioco l'avvenire del mio paese e della mia dinastia . Cavour, nello sforzo sovrumano di sostenere l'esitante alleato, di parare i colpi che si moltiplicano, logora la sua formidabile