Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; EUROPA
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1937
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Franco Valsecela
tempra: conosciamo il dramma da lui vissuto in quei giorni. Buoi è il primo a rinunciare aH'mterimnabile gioco di pazienza, a quell'eterno scaricarsi l'uno sull'altro la responsabilità di un rifiuto, a quell'eterno rimandarsi l'uno coli'altro i mediatori e le loro proposte. Ma deve trascorrere ancora un mese, perchè si giunga a questo: un mese in cui si impegna uno dei più serrati duelli diplomatici che la storia ricordi: 19 marzo 19 aprile 1859. I I . A
19 marzo. L'Inghilterra cerca di riprendere la direzione delle trattative che la Russia le ha strappato di mano con la proposta del Congrèsso. Londra non vuol rinunciare al ruolo di arbitro della contesa, di campione della pace: è una questione di prestigio. Ed è una questione di tattica politica: Londra non si fida di Pietroburgo, troppo ostile all'Austria, troppo favorevole alla Francia. Londra inclina verso Vienna: vuole che sia il punto di vista austriaco, non il piemontese a costituire il punto di partenza. Avanza quindi una proposta che ha come premessa le condizioni poste dall'Austria: disarmo del Piemonte, e sua esclusione dal Congresso. Solo che, per realizzare queste condizioni, bisogna compensarle con qualche concessione, bisogna renderle accettabili, se non a Torino, almeno a Parigi. Il Piemonte non vuol disarmare perchè teme per la sua sicurezza: l'Inghilterra pensa di rendergli possibile il disarmo, garantendogli la sicurezza: propone una garanzia quinquennale, data da Londra e da Parigi a Torino contro ogni attacco austriaco. H Piemonte vuol partecipare al Congresso: l'Austria Vuole escluderlo ammettendo gli altri Stati italiani. L'Inghilterra propone una via di mezzo: escludere il Piemonte, ma escludere anche gli altri Stati italiani. Parigi e Vienna devono compiere un sacrificio reciproco: Parigi avrà un compenso del sacrificio del Piemonte nell'assenza dei satelliti dell'Austria; Vienna dovrà rinunciare alla coorte dei seguaci, ma non avrà più di fronte il Piemonte. Il Congresso sarà limitato alle cinque grandi potenze: l'Italia non vi porterà