Rassegna storica del Risorgimento
1859 ; EUROPA
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1937
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Franco Valseceli}.
messo in inquietudine la Francia e I* Europa. E a questa prudenza che si deve se l'opinione pubblica all' interno non ha seguito l'Imperatore, se la Germania intera e l'Inghilterra si sono pronunciate contro di lui. Una condotta energica e decisa avrebbe scongiurato in gran parte quei pericoli. Comunque sia, Cavour è troppo realista per perdersi in recriminazioni. Quali che ne sian le cause, le cose son giunte ad un punto, che se la guerra scoppiasse in questo momento, tutta la Germania prenderebbe le armi in favore dell'Austria, e l'Inghilterra l'appoggerebbe se non con la sua flotta certo con la sua influenza morale . Bisogna, quindi, rassegnarsi, e rimandare la guerra ad occasione più propizia. Non vi sarà molto da attendere: due o tre mesi: il tempo che occorre perchè l'Europa si stanchi del balocco del Congresso. Il Congresso è una farsa: le cose torneranno come prima, forse peggio di prima. E allora si potrà tornare all'offensiva.
Per ora, Cavour conviene con Napoleone che è necessario temporeggiare. E sottopone all' Imperatore il suo piano per la battaglia diplomatica. Alla proposta di Londra, di un passo francoinglese a Torino per imporre il disarmo, offrendo la
Carteggio Cavour-Nigra, II, n. 358, Cavour a Re Vittorio, 28 marzo 1859. Cavour ha suscitato nei circoli diplomatici di Parigi, l'impressione di essere profondamente scoraggiato. Il est verni me voirracconta Wnlevvski al ministro di Prussia, PourtalèB après sa dernicre audience chez PEmpereur, et m'a fait une espéce de scène; il m'a dit qu'il ne savait pas ce qu'il ferait, m'a parie d'émigrer en Amcrique et entr'autres aussi de se donner à PAngletcrre. cornine dn seul parti qui restai au Piémont . Uguali confidenze ha fatto Cavour a Pourtalès: Napoleone ha sacrificato l'Italia ai suoi interessi materiali, e sconterà la sua ritirata dinnanzi alle minacce d'Europa come l'ha scontata Luigi Filippo. Peggio ancora si è comportata l'Inghilterra, che ha incitato per dieci anni il Piemonte e che gli ha persino dato consigli che dovettero esser respinti come troppo rivoluzionari. H Congresso rimarrà infruttuoso, e non servirà che a rimandare la soluzione della questione italiana; il sistema attuale non potrà mantenersi, il Re abdicherà, egli stesso si recherà in America e l'Austria opprimerà l'Italia come fra il 1821 e il 1847. L'inviato prussiano a Torino* Brassier de SaintSimon, ritiene invece che Cavour abbia piuttosto recitato la parte dello scoraggiato: non e tipo da lasciarsi scoraggiare tanto presto. Certo la sua posizione è difficile: egli dichiara che se l'Europa lo lascia in asso, la conseguenza sarà la rivoluzione, e infine il pieno dominio dell'Austria e del clericalismo in Italia. H èst memo alle; jtisqu'à me dire qae si PEmpereur Napoléon revirait ses sympathies italiennes il atti-rerait sur lui mille coutenux et hombes d'Orsini . V. Politik Preussens, n. 241, e nota 6.