Rassegna storica del Risorgimento

1859 ; EUROPA
anno <1937>   pagina <1070>
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Franco Valsecela
perfetta eguaglianza con le grandi potenze. Se, invece d'essere sullo stesso piede delle potenze, la Sardegna dovrà limitarsi ad emettere il suo parere solo quando sarà interpellata, la sua partecipazione sarà illusoria. L'Austria deve pure avere un contradditore al Congresso: e non saranno certo gli altri Stati italiani, tutti più o meno alle sue dipendenze, ad assu­mersi questa parte. Anzi, una volta presente l'Austria, non v'è nessuna necessità di onesto coro di seguaci: pure la Sar­degna, per non creare difficoltà, è disposta a non elevare obbiezioni alla loro ammissione al suo stesso titolo.1}
Tale la replica alla proposta inglese che Cavour sottopone a Napoleone. Alla tesi di Londra dell'esclusione della Sar­degna e degli altri Stati italiani, risponde chiedendo l'ammis­sione con gli Stati italiani; alla tesi del disarmo unilaterale del Piemonte dietro garanzia francoinglese, risponde chie­dendo disarmo bilaterale, anche da parte dell'Austria. Non è un rifiuto, è una controproposta, in cui il Piemonte precisa il limite delle concessioni cui è disposto ad arrivare.
Torino ha parlato: spetta ora a Vienna la parola. Cavour sa benissimo che l'Austria non accetterà mai di trattare su queste basi: non crede che essa consentirà a mostrarsi debole sino a quel punto. Ma è ben questo che vuole Cavour: che l'Austria rifiuti...2*
FRANCO VALSECCHI (Contìnua)
1) Carteggio eie, n. 363, Pian soumis à ITEtnpereur par le Cointe de Cavour.
2) Carteggio cit., n. 358, Cavour a Re Vittorio, 28, marzo.