Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
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1937
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pagina
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1071
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DOTTRINA E POLITICA ECCLESIASTICA DI BETTINO RICASOLI
PREMESSA- -
La regolarizzazione dei rapporti fra lo Stato Italiano e la Chiesa Cattolica, nei primi anni del nuovo Regno, costituì, data l'interdipendenza col problema di Roma, una delle questioni più perigliose e più ardue, che, per dirla con Cesare Cantù, un secolo pone e solo un altro risolve.
Un singolare successo ébhe la formula cavouriana del libera Chiesa in libero Stato , poiché proclamava indeterminatamente il principio della libertà, prestandosi insieme alle interpretazioni le più diverse e le più contrastanti. La tradizione ci dice che fra i più convinti sostenitori, diremmo così di primo piano, della formula suddetta, va ricordato il barone Ricasoli, uomo d'eccezionale energia e di fiero carattere, che, dopo avere cooperato all'annessione della Toscana all'Italia, successe al Cavour nel Governo, cercando di imitarne la politica in materia ecclesiastica, senza possedere del grande predecessore il realistico carattere e la geniale sensibilità politica, tanto che i suoi nobili sforzi non dovevano avere nessun concreto risultato.
Di questa medesima opinione sono in fondo anche gli scrittori più illustri, come il Ruffini,1* il Falco,2) e lo Jemolo,3* i quali però hanno incidentalmente nei loro scritti parlato di Bettino Ricasoli, limitandosi ad osservarlo nei soli anni di Governo, e, pure avendone felicemente colpito l'intimo pensiero ideale per quanto riguardava il rinnovamento della Chiesa Cattolica, hanno finito per concludere che esso fu uno degli esponenti di quel partito di destra, al quale tanto deve la unità
lì ROUTINI F., La libertà di coscienza come diritto pubblico subiettivo, Torino, 1924,
p. 28L
2) FALCO M La Politica ecclesiastica della destra, Torino, 1914.
3) JEMOLO A. C, Elementi di diritto ecclesiastico Firenze, 1927 (p. 229).