Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
<
1937
>
pagina
<
1074
>
1074 Pietro Gismondi
PARTE PRIMA
CAPITOLO I LA PREPARAZIONE
1. - Mentre nel 1830 in Italia non erano completamente spente da un lato, malgrado gli eventi nuovissimi, le tendenze di pura marca giansenista, d'altro canto esercitavano ancora fra i cattolici colti una notevole influenza le correnti del movimento neocattolico francese (Lamennais, Lacordaire e Monta-lembert). Su queste due correnti si veniva costruendo quel liberalismo cattolico, riformista e tradizionalista ad un tempo, che doveva costituire una delle forze più sane e gagliarde del Risorgimento italiano.
Proprio in Toscana il problema religioso acquistò in quegli anni una particolare fisionomia ed una preponderante importanza, aderente del resto alle tradizioni ed alle necessità morali e materiali di questa caratteristica regione. Sono del 1831 le prime lettere, auspicanti la riforma religiosa, di Raffaello Lam-bruschmi e sono pure di questi anni i primi segni e le prime avvisaglie del giovanissimo, allora, barone Bettino Ricasoli. Era questi, in quel tempo, poco più che ventenne, ma già sposato e totalmente dedito alle cure della diretta amministrazione della larga proprietà familiare. Il suo temperamento mistico e fiero, abituato alla solitudine, il suo continuo contatto, col popolo delle campagne, il suo desiderio di rinnovamento, lo portarono ad interessarsi del problema religioso, che egli accomunò con i problemi politici in una visione gradualmente sempre più ampia. Crediamo però opportuno premettere subito che il suo stadio non si è mai rivolto alla pura ed astratta teologia, ma che si è sempre attenuto, nella conoscenza del problema religioso, all'aspetto maggiormente concreto ed umano,