Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1079>
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Dottrina e politica ecclesiastica di Bettino Ricasoli 1079
né sé né gli altri. H Clero secolare è lasciato crescere al di là del bisogno del Culto, dei benefizi. Pochi preti sono poco istruiti nei seminari. I più; peggio istruiti in qua e in là, solo per passare agli esami, non conse-guiscono l'ordine sacro che per avere un mezzo a provvedersi la sussi stenza, avvilendo l'augusto ministero. Intanto il sentimento schietto della religione non è istillato: le feste e i riti sono moltiplicati per fini di guadagno e la venerazione della fede, la pratica delle virtù evangeliche, trascurate dai sacerdoti, sono più trascurate dai laici. Manca quindi (sempre generalmente) quella guida sicura che la Religione sola può dare alle azioni degli uomini. La Religione che non è custodita nelle Chiese, è cacciata dalle case, oltraggiata in pubblico; e ridotta a pra­tiche superstiziose o abituali, non mette più la legge del dovere nelle menti, né la legge dell'amore nei cuori. Quindi la società è senza base. Mancando il buon costume, la legge civile è senza la vera sanzione della legge religiosa.
la questo documento, che a noi è sembrato particolarmente interessante, per stabilire l'evoluzione del pensiero religioso del Ricasoli sono fissati alcuni punti della auspicata riforma.
I) La necessità di normalizzare l'istruzione del clero per metterlo veramente in grado di adempiere al suo alto mini­stero, per rendere più accurata la selezione e quindi la riduzione del numero dei religiosi.
U) Eliminare per sempre dalla funzione del clero il carat­tere di mestiere ed elevarla a quella purezza dalla quale ha tratto le origini.
Ili) Disciplinare i riti, eliminando il sovrabbondante nu­mero di feste liturgiche, per riportare nel popolo il senti­mento schietto della religione scevro da pratiche formali e superstiziose*
IV) Non perdere mai di vista lo spirito vero della religione, che detta le norme superiori di vita morale, alle quali devono uniformarsi le leggi civili ed umane.
3. - Questa tendenza riformista, questa fede tutta intimità e fervore, questa avversione contro i compromessi mondani e materialistici della Chiesa, questo desiderio di elevazione