Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
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1937
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pagina
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Pietro Gismondi
morale del clero, hanno fatto pensare a più di uno scrittore, che il movimento liberale cattolico di Toscana, al quale il Ricasoli aderì, avesse formato le sue basi ideologiche su due precedenti correnti dottrinarie, che rispondono al nome di giansenismo italiano e di neocattolicesimo francese. Il primo, affermatosi per un brevissimo periodo della seconda metà del secolo XVlil principalmente a Pavia per opera dell'abate Pietro Tamburini ed a Pistoia, per impulso di Scipione de' Ricci, si prefisse di combattere le concezioni dominanti nella Compagnia di Gesù, e si fece quindi assertore dell'indipendenza del potere civile dal potere religioso, del ritorno alle antiche e più pure regole della Chiesa, della preminenza dei Concilii sul Papa. Conseguenza di ciò fu che i giansenisti italiani si allearono con i Governi autoritari e divennero sostenitori appassionati di tutti i diritti dello Stato assoluto; quel movimento apportò in Toscana anche un notevole contributo alla legislazione statuale in materia ecclesiastica, che, sotto Leopoldo I, si ispirò grandemente alle teorie del vescovo di Pistoia.
Il neocattolicesimo francese, sorto dalla rivoluzione in contrapposizione con le idee giacobine, parti dalle medesime tendenze: desiderio di elevare la dignità della Chiesa e quindi dei suoi ministri, separandoli dal potere politico, avversione per ogni Chiesa nazionale, rinvigorimento però dell'autorità papale. Altro è il principio della Chiesa, altro è il principio del Governo , scrìveva l'abate Lamennais, e concludeva la servitù è il retaggio di ogni Chiesa nazionale e la prima condizione della sua esistenza.11
Ora, se non può essere negato che singoli spunti delle ideologie suddette possano essere state assimilate dai liberali cattolici di Toscana, non è però da affermarsi, come da qualcuno
i) LAMENNAIS, Della religione considerata nelle sue relazioni con forame politicò e curile, p. 320, Modena, 1829. (È noto che le teorie separaliate dell'abate Lamennais furono severamente condannate dalla Sede Apostolica).