Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
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1937
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pagina
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1086
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Pietro Gismomìi
Principe senza forza; ma dovette assistere (e con che animo!) alla battaglia di Livorno tra austriaci e rivoltosi toscani e all'ingresso delle truppe straniere in Firenze.
5. Molte cose avrebbero insegnato questi fatti ad un uomo puramente politico, ad un realizzatore della realtà. Ma Ricasoli rimase ancora il pensatore, fedele alla regola inflessibile che aveva dichiarato essere di sua natura ogni atto o parola mia sono i principi soltanto i principi. Con i principi non transigo mai . E onesti principi queste idee lo accompagnarono nel viaggio che si accinse ad intraprendere per andare in Svizzera, dove intendeva dedicarsi esclusivamente alla educazione della sua unica figlia, lo accompagneranno ancora nella sua opera di legislatore e di uomo di Governo.
La conoscenza della Svizzera dovè anzi affinare e rinsaldare ancor più i suoi principi e la sua fede in senso cattolico, perchè ebbe modo di osservare da vicino anche la realtà del protestantesimo e quindi i disagi e le piaghe di esso. Se nella sua mente giovanile, un'accentuata venatura filoprotestante potè, indirettamente, infiltrarsi, dopo la diretta conoscenza di quella decantata dottrina, egli ritornò ancor più convinto e deciso ammiratore del cattolicesimo.
Le condizioni qui del protestantesimo sono dolorose. Esso ha le piaghe del cattolicesimo, le ha anco piò profonde, senza averne la semenza vitale. È lamento pubblico contro lo spirito intrigante dei preti. La religione è un interesse mondano, come tatti gli altri; si elegge il parroco, come il gonfaloniere, ma sventuratamente l'essenza non è di questa terra* e le forme terrene la distruggono, e non resta che il nome di cosa divina.1)
Ed ancora:
Sento dire che costà (in Toscana) comincia la moda di farsi protestante. Bel ripiego. Come se non si potesse restare buoni, in mezzo ai cattivi, rimanere cattolici e buoni figli di Dio. O non varrebbe meglio con gli scritti e le parole lavorare e ridurre il cattolicesimo la vera espressione del Vangelo e dei bisogni della nostra natura?
i) Lettere e documenti, voi. II, 12 dicembre 1849, su 187.