Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
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1937
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pagina
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1089
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Dottrina e polìtica ecclesiastica di Bettino Ricasoli 1089
prendeva possesso del suo nuovo ufficio con lo scopo preciso e determinato di dare finalmente, con autorità e coscienza, applicazione concreta, a quei principi vagheggiati e meditati durante tutta la sua vita, che si compendiavano nell'unità d'Italia e nella libertà religiosa e morale. Nella prima circolare diretta ai Prefetti osservava che il cessato regime Granducale non era un Governo perete non secondava le forze morali del Paese. Tale non sarà il Governo Nazionale, egli rialzerà prima di tutto il sentimento morale p Così totalitario fu il suo Governo in quei due semestri ed egli così convinto di preparare la Toscana per l'annessione, che gli amici più cari lo ammonivano e lo stesso Lambruschini gli scriveva:
Per animi come i vostri nulla è più. pericoloso di una bella idea che riguardata lungamente in sé, cioè spogliata in tutte le sue attinenze concrete, seduce, infiamma, attrae.
Senza volerlo Lambruschini gli rimproverava quello che fa il principale difetto del suo carattere: la scarsità di senso pratico.
È facile intuire quanto delicata e, al tempo stesso gravosa, fosse la condizione del Governo provvisorio, nato in un periodo di transizione e di assestamento che, per ragioni politiche abbastanza note, si protrasse per molto maggior tempo del previsto. Naturalmente questo stato di cose e il desiderio del Rica-soli di rinunciare quanto prima al suo mandato, per rimetterlo nelle mani del Re Vittorio Emanuele, 2) non permisero che il Barone, al difuori di parziali ed urgenti innovamenti, desse mano a concrete e totali riforme.35
Lettere e documenti, voi. IH, Circolare ai Prefetti, 12 maggio 1859, documento
xvn.
2) Tanto è vero che nell'accettare il Ministero dell'interno, così scriveva al Gior-gini: Io amo la vita di Cincinnato e sono risoluto di non la cessare. Io, meno la Patria in perìcolo, al 60 giorno tornerò ai campi . (FINAU, op. cu.* p. 68).
a) Del resto craesto carattere del Governo provvisorio chiaramente appare dalla prima circolare che fa emanata il 28 aprile 1859 Il Governo prese a reggere lo Stato perchè non si disfacesse nell'anarchia ed intende serbarlo gl'atto a colui che S. M. Vittorio Emanuele manderò tra breve a costituirvi un ordinamento, per cui la Toscana