Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1092>
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Pietro Gìsmo ndi
cerimonie. Chiunque entra in Chiesa è necessario che si conformi alla disciplina del culto esteriore e quando si vuole che il Clero non s* intruda in cose che non gli spettano, bisogna lasciargli intatte le sue legittime competenze .
Così con quella sua rigida sensibilità, malgrado fossero stati rotti i rapporti diplomatici con la Santa Sede e malgrado il comportamento del Governo Pontificio nei confronti del ribelle Bargagli, il Ricasoli istruiva i suoi Prefetti intorno agli abusi di stampa.
Uno degli abusi dei giornali, che il Governo non ha mai tollerato ed anzi ha sempre represso, fula polemica invereconda peggiorata da sconcie immagini che vanno a ferire la venerata persona del Pontefice Romano. Se i provvedimenti presi fino ad ora non hanno riuscito ad estirpare affatto questo abuso il Governo ne prenderà dei più efficaci. La Reli­gione non deve mischiarsi alla politica ; Pesame del Governo temporale romano non deve deturparsi col vilipendio del Capo della Chiesa catto­lica romana, e la discussione sui modi di avvantaggiare la causa nazio­nale non deve farsi con modi scurrili ed immorali che disonorano la nostra civiltà ed offendono la credenza religiosa della maggioranza dei cittadini. Noi dobbiamo cercare nella severità dei ragionamenti la cen­sura formidabile dei cattivi Governi; ma guarderemo che la leggerezza e la pravità errino scapestrate per rattristare i buoni, per dar pretesto agli ipocriti di calunniare la nostra morale, che dal rispetto della virtù, e della religione trae la forza indefettibile del buon vivere civile. *)
7. Ma il Clero non apprezzava certamente questi atti di buona volontà, tanto che non erano infrequenti, come appare dai voluminosi rapporti informativi dei Prefetti, le cospira­zioni contro il Governo Nazionale (che secondo tali rapporti sarebbero state ispirate da istruzioni della Curia Romana), come non erano infrequenti le punizioni disciplinari inflitte dall'autorità ecclesiastica a più. di un parroco, che aveva ade­rito a celebrare Te Deum di ringraziamento, in occasione di feste nazionali, o che più o meno apertamente aveva partecipato alla gioia patriottica delle popolazioni.
1) Atti del Governo di Toscana, voi. II, p. 369 (ottobre 1859).