Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1097>
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Dottrina e politica ecclesiastica di Bettino Ricasoli 1097
quegli ecclesiastici, che mescendo incautamente agli uffici del loro ministero opinioni politiche, sono in fama di retrivi. All'occasione di queste come di altre previdenze del Governo, non fu vista alcuna pastorale dell'Epi­scopato. Esso invece cedendo a istigazioni straniere pubblicò non poche pastorali che abbandonando le vie del Vangelo, zelavano incautamente il dominio temporale del Papa. Ciò sarebbe stato sommamente dannoso per il paese, allorquando le pastorali avessero trattato questo soggetto in modo meramente storico e politico, poiché la qualità episcopale dello scrivente avrebbe potuto gettare un peso presso alcuni da rendere pericolosa un'opi­nione, clie tale non sarebbe stata quando fosse stata vergata da altra mano. Ma le pastorali entravano a sostenere che il dominio temporale del Papa fosse essenziale al Pontificato cattolico e per questa guisa venivano ad insinuare il concetto il quale, oltre a mancare di verità era essenzial­mente capace a sovvertire molti creduli e a suscitare tempeste politiche.
Se, a questo fatto, si aggiungano gli altri pur dell'Episcopato, i quali apertamente non riconoscono Fattuale Governo e negano l'inve­stitura ai parroci ed ai beneficiati di patronato governativo, facilmente si dovrà conoscere che questo contegno episcopale è fuori affatto d'ogni regola d'ordine. Né posso dissimulare che il silenzio dei vescovi in un recente e turpissimo attentato alla vita di due governanti ') è avveni­mento tale da far temere assai per la civil società per la Chiesa stessa, quando i fondamenti dell'una e dell'altra vengono abbandonati da Chi più d'ogni altro dovrebbe sostenerli. H Governo all'incontro ha sempre sostenuto la religione e se v'è stato alcuno che mancasse contro di lei fu represso in tutti quanti i modi. E ciò sarà fatto sempre con giustizia e fermezza, lasciando che altri non prevegga e non reprima il male per accagionarne ingiustamente chi tutto fa per prevenire e nulla omettere per punire. In questo stato di cose il Governo, che non si ravvolge nel mistero e che parla senza ambagi, non teme di venire al confronto coi suoi accusatori ed è sicuro del giudizio degli uomini e di quello di Dio.
Forte in tal guisa della purezza della sua coscienza saprà in ogni occasione e contro chi sia operare risolutamente e colpire chi abusa della libertà per offendere la religione, chi abusa della religione per offendere la libertà dello Stato.
1) Il Ricasoli allude evidentemente all'attentato perpetrato il 17 gennaio 1860 contro di lui e contro Salvagnolt. In qnel giorno infatti, come informa il Monitore Toscano, verso le 6 pomeridiane furono incendiate 4 bombe, due nel palazzo del Presi­dente dei Ministri, una nella casa del Ministro per gli affari ecclesiastici ed una quarta all'ingresso del Convento di S. Croce. L'attentato, ohe sollevò lo sdegno della pubblica opinione, lasciò completamente indifferenti e mute le autorità ecclesiastiche.