Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
<
1937
>
pagina
<
1102
>
1102
Pietro Gismoiuli
qualità dovuto rispondere, poiché i cittadini non possono collettivamente fare richiami o rimostranze al Governo), ma come privato cittadino, in seguito ad una vibrata protesta sottoscritta dai vescovi della Toscana.
In questa lettera riconosceva che l'indipendenza della Chiesa fosse un dogma che sotto un certo riguardo avendo un fine più eminente dello Stato, fosse al di sopra dello stesso, che fosse destinata ad aiutare, prevenendo le aberrazioni ed i traviamenti, il libero progresso degli Stati e dell'umana civiltà.
Ma appunto, per questo, aggiungeva subito, tutta l'opera della Chiesa essendo destinata al fine veramente spirituale, deve restringersi nel suo limite e per tutto ciò che riguarda le relazioni esterne deve dipendere dalla podestà civile.
Non può più lo Stato moderno ed illuminato guardare la Chiesa da un lato solo; il Governo deve guardarla da due punti: dal primo come istituzione accettata dallo Stato, e dal secondo al certo come un'istituzione divina, perfetta, atta per la santità dei suoi dogmi e per la purità della sua morale a generare virtù spccchiatissime, e conseguentemente la civiltà morale e a favorire la civiltà materiale . Ma ancora dichiarava il Barone: riguardata sotto il primo aspetto ricade sotto l'alta tutela vigile del Governo tanto nel rapporto morale, quanto nel civile e nell'economico. Riguardata sotto il secondo aspetto lascia alla medesima la necessaria libertà a svilupparsi secondo la sua natura spirituale, ne inculca il rispetto, per quanto si conviene la protegge.
Il Governo non entra nel Santuario non discute i dogmi, i riti e tutto quello che riguarda la spirituale giurisdizione; sa che di tutte queste cose il magistero s'appartiene a coloro che sono ordinati da Gesù Cristo e non crede suo compito farla da dottore in divinità. Oggi tutti gli
è giusta, e santo il diritto che propugnarne. I tempi nuovi sono già cominciati e forse noi Italiani ripigliando l'opera che lasciammo interrotta quando nazioni più poderose occuparono l'arringo da noi abbandonato, siamo chiamati a distruggere gli ultimi avanzi di barbarie.
La civiltà che muove dal cristianesimo non patisce popoli angariati per diritto di conquista ne signorie di territorio date in appannaggio a famiglie principesche. Aiutando l'Europa a cancellare queste ultime vestigio del diritto feudale del medioevo, noi fondiamo la nostra nazionalità sopra le basi inconcusse del nuovo diritto pubblico, che la civiltà consacra e che i trattati dovranno, prima o poi, sanzionare .