Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1103>
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Dottrina e politica ecclesiastica di Bettino Rica soli 1103
statisti sostengono che la Chiesa come istituzione essendo accettata dallo Stato dipende dal Governo in tutto ciò che riguarda l'interesse pubblico, ed ogni volta che gli atti della Chiesa vengono ad estrinsecarsi e ad avere un effetto materiale sulla convivenza civile e quindi il Governo facendo uso dei suoi diritti sancisce le opportune e savie e giuste leggi che è mestieri che gli individui tutti l'obbediscano e l'osservino.
Nota come le leggi attuali trovami in armonia perfetta coi sentimenti della nazione e come questo grande accordo sia ila forza del Governo .
Posti questi principi di massima il Ricasoli passava a polemizzare contro particolari insinuazioni degli Arcivescovi e particolarmente sull'abrogazione del Concordato del '51, sulla revisione degli scritti episcopali, sulle modificazioni intorno all'amministrazione dei Benefizi vacanti, sul ricorso ab ahusu, che veniva definito da lui, diritto antichissimo e legge comune di tutti gli stati cattolici.
Come tutti i Governi anche questo , proseguiva con evi­dente contradizione, è gelosissimo di questo diritto salutare che raffrena i capricci delle curie vescovili ed arcivescovili, che fa rispettare i diritti dei cittadini e che mantiene l'ordine e la tranquillità dello Stato . Negava che fossero stati offesi i diritti spirituali della Chiesa, che fosse stato pensiero di alcuno di volere ridurre i vescovi ad ufficiali dello Stato e molto meno che la religione fosse divenuta strumento di politica.
Ribadiva ancora il concetto, secondo lui pratico ed attua­bilissimo, che la Chiesa dovesse rimanere nell'esercizio spiri­tuale delle sue funzioni, affatto libera dallo Stato, come lo Stato dovesse rimanere libero nell'esercizio temporale di tutti i suoi diritti. Questa armonia avrebbe impedito l'onnipotenza dello Stato, con la conseguente servitù universale.
Regga l'Episcopato e disciplini il suo clero secondo quel sacro e venerando diritto di equità e di giustizia che la religione ha insegnato al mondo; ma non abusi di quel diritto a suo capriccio, in modo che il vessato clero venga a chiedere difesa alla giustizia dell'autorità civile .