Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
anno
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1937
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pagina
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1105
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Dottrina e politica ecclesiastica di Bettino Ricasoli 1105
ma dopo ebbi ad accorgermi che io avevo fatto troppo presto, e non. era quello il momento.1)
Se ancora non era giunto, in quel lontano 1860, il sospirato istante per attuare questo suo ideale programma, se ancora era necessario allo Stato, nell'interesse superiore dell'ordine pubblico, di usare dei vecchi mezzi e di rivendicare le antiche prerogative, ciò non significava (e questo apparirà ancor più chiaro dallo svolgersi dei successivi avvenimenti) che il Barone avesse rinunciato ai suoi principi ed alle sue ferme convinzioni.
Bettino Ricasoli venerava la religione cattolica, non solo perchè era quella dei suoi padri, ma perchè le riconosceva una feconda ed alta funzione educativa e morale; aveva osservato però che la Chiesa, per raggiungere pienamente i suoi fini ultramondani, doveva, di fronte al nuovo movimento di libertà, trasformarsi anch'essa, abbandonare l'inutile e pericoloso peso del civilis principatus9 per assurgere a nuova vita ed a nuova più pura espressione. Lo Stato libero e sovrano avrebbe seguito indirettamente il compiersi di questa salutare riforma, non considerando più la Chiesa come una associazione di diritto pubblico, ma solo come una privata associazione, alla quale avrebbe garantito, in modo leale, l'autonomia più completa nell'ordine spirituale.2)
J) Lettere e documenti, 18 maggio 1860, voi. V, n. 502. Lo stesso concetto ebbe ad esprimere in una postilla all'opera del Dall'Ongaro (Biblioteca Nazionale di Firenze) dove si legge: Ninno più del Ricasoli sentiva malgenio in condiscendere in questo pregiudizio e vi condiscese sicuro che intanto apparecchiavasi il giorno del desiderato separatismo. Pochi capiscono cosa era governarci ma allora non si può fare la storia
(P- 57). "
2) Lo osservazioni che noi abbiamo fatte intorno ali intanto pensiero religioso del Bacaseli ci sembra possano essere avvalorate, oltre che dalle numerose lettere, anche da tutta la sua attività politica. Tuttavia ci auguriamo che la nuova edizione delle lettere, che sta curando in questi anni l'Istituto storico possa apportare una ulteriore e definitiva delucidazione. Ci consta che sono particolarmente ricercato le lettere presumibilmente scritte dal Ricasoli al pastore ginevrino .Creniieiix De Bone, intorno al 1851, ed altre di cmel periodo della sua permanenza in Svizzera.