Rassegna storica del Risorgimento
RICASOLI BETTINO
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1937
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pagina
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Pietro Gismondi
Tuttavia, dopo l'annessione plebiscitaria della Toscana all'Italia, rimasto al suo posto col titolo di Governatore* ruppe gli ultimi indugi ed adoperò nei confronti del clero tutta la necessaria energia. Quando in occasione del solenne Te Deum di ringraziamento, che doveva tenersi nel maggio, i vescovi della Toscana si rifiutarono di dare il loro assenso a questa devota manifestazione di gratitudine nazionale alla Divinità, egli credette opportuno di esigere l'apertura delle Chiese per i fedeli che intendevano pregarvi per la Patria ed
Ho esigito, scriveva al Cavour,1) che la legge fosse obbedita, non. riconoscendo nessun al di sopra della legge. Quindi domani avrà luogo in Duomo il Te Deum ma il vescovo vieta al Capitolo di prendervi parte e perfino nega gli arredi sacri. Felicemente il Governo ha il suo proprio Capitolo. Io sono contento , esclama infine, di questo fatto, che io credo sia ogni ora più per provare alla faccia del Mondo che i preti non si muovono per un interesse religioso, ma per quello di un dominio destinato a finire .
E pochi giorni dopo, allo stesso Cavour, esprimeva alcune sue sensazioni, che se pure risentono eccessivamente dello stato presente dei fatti, stanno lì a dimostrare come si formò nella pubblica opinione la così detta questione romana. Lo sdegno contro Roma è immenso. Roma ormai è chiarita incompatibile con l'indipendenza e la libertà d'Italia . Frasi ancor più vibranti era spinto a pronunciare in altre occasioni, mentre era ispirato da una serena certezza che gli faceva esclamare: non sarà soltanto il fare l'Italia se riusciamo; ma sarà un grande fatto di umanità; sarà un'era nuova che avremo fondato, con le armi del senno e della virtù ;2) a chi, come il Mancini, in seguito accusò Ricasoli di contraddizione, d'improvviso e misterioso mutamento e perfino d'imprudenza politica, si sarebbe potuto rispondere con la storia documentata di questo periodo. Non contraddizione, né mutamento,
1} Lettere e documenti, 11 maggio 1860, VoL V. 2) Lettere e documenti, 25 maggio 1860, voi. V.