Rassegna storica del Risorgimento

RICASOLI BETTINO
anno <1937>   pagina <1113>
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Dottrina e polìtica ecclesiastica di Bettino Ricasoll 1113
come ebbero di conseguenza a deplorare che nell'animo del Papa si combattessero i doveri di Pontefice con cruelli di Principe .
Queste contraddizioni continua la lettera mentre irritavano gli animi contro il Principe, certo non giovavano a crescere riverenza al Pontefice. Si veniva, allora ad esaminare le origini di questo potere, i suoi procedimenti e l'uso; e bisogna pur convenire che questo esame non gli tornava favorevole. Si considerava la sua neces­sità, la sua utilità nelle relazioni con la Chiesa. L'opinione pubblica non rispondeva favorevolmente neppure sotto questo aspetto. Poiché molti detti e fatti ne porge il Vangelo di spregio e di condanna dei beni terrestri, molti avvertimenti ne porge di Cristo ai discepoli, che non si abbiano da dar pensiero né di possesso, né d'imperio, ma non uno si troverebbe dei dottori e dei teologi della Chiesa che affer­massero necessario all'esercizio del suo santo ministero il principato . Conclude segnalando il pericolo di una divisione ira lo stesso clero ed afferma, giustamente, che le moltitudini non use a distinguere troppo sottilmente le cose, potrebbero alla fine essere ridotte ad attribuire il fatto degli uomini alla religione di cui sono ministri, ed alienarsi dalla comunione cattolica.
La Chiesa ha bisogno di essere libera e noi le renderemo intera la sua libertà; ma per essere libera è necessario che si sciolga dai lacci della politica. Che se Voi vorrete, è l'ultimo appello del Ricasoli al Pontefice, ascoltare la preghiera di questa figlia prediletta, guadagnerete sugli animi l'impero che avrete rinunziato come Principe, e dall'alto del Vaticano, quando Voi leverete la mano per benedire Roma e il mondo, vedrete le Nazioni restituite ai loro diritti, curvarsi riverenti innanzi a Voi loro vindice e patrono .
PIETRO GISMONDI
{Continua)
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