Rassegna storica del Risorgimento

FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno <1937>   pagina <1123>
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La legione umanitaria per la difesa della Sicilia,, ecc. 1123
con successo sempre maggiore alla sua professione. Ma la sua salute era ormai rovinata, e poco dopo avere ottenuto la cittadinanza sarda, morì a Nizza il 6 maggio 1859, rimpianto da quanti lo conoscevano, e soprattutto dai parenti e dagli amici che ne risentirono lungamente la perdita avvenuta quando appunto la sua azione e le sue relazioni sareb­bero potute riuscire di somma utilità al paese.
Tra le poche sue carte ancora esistenti nella villa paterna di Mari-gliana, e gentilmente comunicatemi dall'amico comm. Luigi Fabrizj, suo bisnipote ed attuale capo della famiglia, è importante la relazione della missione affidatagli nel 184-8 dal Governo Siciliano, qui di seguito trascritta fedelmente da due copie con numerosissime correzioni ed aggiunte autografe, e che, quantunque non di facile lettura, potrà interessare e per quanto racconta e per la conoscenza che dà della personalità e del carattere dell'autore.
LEONARDO MORDINI
RELAZIONE DEL DOTT. PAOLO FABRIZJ GIÀ PRESIDENTE
DELLE COMMISSIONI DI ARRUOLAMENTO ALL'ESTERO
PER IL GOVERNO SICILIANO LIBERO
I.
ITALIANISMO DEI SICILIANI
Nei mesi primi del 1848, con Tina serie di molti e valorosi combattimenti, la Sicilia era giunta a sconfiggere le truppe regie, obbligandone gli avanzi a riparare alle navi inviate da Napoli, o alla Cittadella di Messina, ultimo e formidabile baluardo di quella fratricida oppressione.
Allorquando si è abbattuto un Governo, ma non ancora fu determinato ciò che debba succedergli, le condizioni politiche di ogni paese sì trovano sotto quella fase di transizione, nel cui periodo le generali e politiche manifestazioni del popolo sono il compendio delle sue naturali tendenze, e per così dire, termotrizzano i gradi dello svi­luppo a cui queste hanno toccato. E di tal maniera la Sicilia arrivava allora a uno di quei decisivi momenti, in cui il supremo tribunale dell'Esperienza giudicare dovea se i Siciliani si sentissero dichiaratamente Italiani, ovvero come veniva loro [rimpro­verato], fossero sotto il dominio dell'esclusiva tendenza ad erigersi in ima separata indipendenza; sentimento pel quale si caratterizza l'infanzia politica delle Isole padroneggiate da un'altra parte componente la Nazione comune.
Capitale problema era questo, perchè la questione di Nazionalità Italiana e Nazio­nalità Siculo non e di mero principio politico, che anzi, semprechè la Sicilia debba guadagnarsi la propria indipendenza colla forza dell'armi, questo diventa per lei J] problema di vita o di morte.
Diflattì la Sicilia, per mezzo di una oppressione industre e prepotente, fu lunghissimo tempo tenuta priva d'armata sua propria, di arsenali, e di una educa­zione che abbia immediato rapporto coli'arte della guerra. Così all'indomani della
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