Rassegna storica del Risorgimento

FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno <1937>   pagina <1125>
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La legione umanitaria per la difesa della Sicilia, ecc. 1125
per questa via le calamito, lo spirita pubblico non ne sarebbe stato, il movente, ma sì bene la vittima.
Questo progresso della Sicilia nel sentimento politico non era stato soltanto prodotto di una intelligenza ferace che si andava perfezionando ad onta che la nozione dei fatti politici esterni avesse dovuto giungere incompleta, o lenta per le difficoltà prodotte dalla vigilanza del Governo appressante, ma erasi inoltre gradata­mente generato dall'opera assidua e longanime di nobilissimi cittadini che in segrete adunanze coll'esempio, colle sofferenze, coi pericoli, col sacrificio, in faccia della tirannide borbonica, e all'insulto del partito delle più. strette e locali tendenze, detto degVindipendìHitl, aveva sostenuto ed affiancato il principio nazionale siculo-italico.
n.
CONCILI AMENTO
Questi veterani elaboratori dello spirito pubblico fra' primi si erano presentati a combattere colle armi alla mano nella valorosa lotta in cui venivano i soldati xegii napoletani repulsi, e furono pure dopo la rivoluzione elemento intelligente ed attivo del novero di coloro che dal popolo vittorioso ricevuto il deposito delle conquistate libertà, ne avevano consegnato l'amministrazione ad un comitato provvisorio da cui in Sicilia esordi il Governo rappresentativo.
Ma la scelta dei membri di tale comitato fu indettata precipuamente da un senti­mento alto di abnegazione di partito alle vanità del potere, e di deferenza quindi alle riputazioni di capacità speciali in coloro che altra volta ebbero gestione nella cosa pub­blica; e ciò per la speranza di rendere cosi più facile e spianato e sincero il ricon-ciliamento completo degli individui già di partito avversante, coll'offerir loro per gua­rentigia agli interessi personali scaduti coll'antico governo, il far di modo che col nuovo ordine di cose la scelta degli uomini rappresentasse alcuna contingenza del­l'antico e del nuovo.
Errore che la presente esposizione mostrerà quanto riesci fatale alle sorti della Sicilia, e di cui resterebbe grande responsabilità a quelli che lo commisero, se l'essere stato comune al primo stadio di tutte le rivoluzioni non rivelasse la tendenza della natura che guida l'uomo ad incominciare la sua vita politica impiegando per le proprie azioni le stesse norme della vita privata, e quindi tutto sperando dalla più semplice virtù, e in particolare dall'assolvere i vinti, ed ospitare i privati vantaggi nell'interesse comune.
m.
PABTITO DI AZIONE - PARTITO TEMPORANEO E DELLE MEZZE MISURE
Questa condotta era in pari tempo il continuamento forzato di una imposizione che nel seno della cosplrazionestessa, da molti anni in tutta Italia, subiva quel partito insur­rezionale che riguardando il popolo moralmente maturo per 1 opera del rlgeneramento, tendeva a portare la rivoluzrónejlirettamente con la intraprendenza ardita e la forza.
In fatti era egli di fronte ad un altro partito, nemico bensì pur esso del dispotismo, ma opposto ad ogni tentativo violento che non avesse la condiziono esclusiva di concertare una simultaneità, ed una generalità d'intrapresa troppo difficili a realizzarsi in una Nazione divisa in moki stati diversi. Tale partito numeroso, perchè il partito temporeggiatore recluta nella tendenza dell'uomo, d'ordinario più proclive al facile