Rassegna storica del Risorgimento

FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno <1937>   pagina <1127>
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La legione umanitaria per la difesa della Sicilia, ecc. 1127
-Ed ecco come sovente accusati o di debolezza per aver lasciato sacrificare il prin­cipio repubblicano al costituzionale, o di attentare occultamente a questo a nome della Repubblica; ora sospetti di municipalismo Siculo, ora dì volere imporre ali* Isola a suo malgrado una fusione unitaria, ora di fiacchezza per non avere imposto al Governo una marcia vigorosa, e da lui temuti e sospetti come quelli che avevano in sé il germe della forza indomita rivoluzionaria; insomma dal partito dell'azione che rappresenta­vano, e dal Governo che difendevano come il simbolo necessario di un ordine, vedati secondo il diverso prisma attraverso cui ciascuno li osservava, Essi, nei limiti in cui circoscrivevano quella lor missione, non erano né costituzionali, né repubblicani, né esaltati, né fiacchi. Erano essi realmente uomini, che con candida e ardente intensità amavano il paese loro, e volevano salvarlo dall'ingiusta dipendenza da Napoli, e dal despotismo; e che riconoscevano solo nel popolo il diritto di scegliersi un Governo e nei veri cittadini che agiscono sulla sua opinione l'obbligo di dirigerlo in modo da fargli sempre rispettare il principio nazionale in tutta la sua vigorosa accettazione, cioè in qualunque forma fosse per costituirsi e quindi in un Governo di prevalenza unitaria avrebbero guarantiti i diritti delle provincie, e in quello di una forma provinciale quelli spettanti all'universalità della Nazione.
Furono essi infine uomini di ordine e di energia che in quelle delicate condizioni giudicarono più che tutto pericoloso il turbamento pubblico, e quindi mirarono all'ar­monizzazione tra Governo e popolo, e nei più. difficili momenti davano il loro nome all'uno e all'altro, ogni qualvolta vi era un'utile transazione da produrre per l'accordo comune nella via dell'azione. Spesso ostacolo al male, bensì sovente ingannati ed impe­diti a scuoprire la trama profonda in cui il male si ordiva, divenivano talvolta il velo con cui chi lo produceva involava agli occhi del pubblico questo malizioso lavoro. Sempre infaticabili e puri, ogni loro sforzo fu volto a promovere lo sviluppo dell'orga­nizzazione di una potenza militare positiva e vigorosa da fare che la Sicilia esistesse, e cominciasse l'opera di trattare le alte quistioni intorno la salute della patria, ces­sando di essere tutori del paese se ciò fosse a patto di esserli anche di un governo invaso da uomini conciliati nella rivoluzione come principio politico, ma non co* sagrifizi e l'intraprendenza che essa comanda.
Frattanto Messina cadeva, e così minacciata d'appresso la sorte intera dell'Isola, a questi cittadini toccava uno di quei momenti di favore i quali pressoché tutte le grandi crisi producono a prò' degli uomini di pronunziato partito allorché i rischi crescenti giustificano l'energia, ed i Governi hanno un nuovo, cimento da correre ed un grave errore da farsi perdonare dalla pubblica opinione. Accade allora che si cerca protezione in quell'entusiasmo che sa ispirare hi fiducia di salvezza chiamandosi dal Governo a parte del potere gl'individui accreditati per prove in altri difficili momenti, ed il cui allontanamento all'occhio dell'uomo politico è il vero termometro del pervertimento e del declivio della libertà conquistata a prezzo di sagrifizi e di sangue.
V.
Emioni NELL'ORGANIZZAZIONE MATERIALE ELL'ÀBMATA
Il nuovo Governo poteva dirsi il Governo destinato alla definitiva organizza­zione multare della Sicilia , e quella era circostanza luminosa per intraprenderla sapiente e misurata sopra i più manifesti prodotti dell'esperienza, perchè la rivoluzione in quell'epoca aveva già compiuto in tutti i punti d'Italia quelle prime evoluzioni nel