Rassegna storica del Risorgimento

FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno <1937>   pagina <1128>
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Leonardo Montini
corso dello quali si viene ad esaurire una serie di errori inevitabili presacene a tutte le ri voluzioni come provocatori di vari insegnamenti essenziali, e elio pur troppo sembra riser­vato alla sola dimostrazione dei fatti d'imporre e generali /./.are nella credenza dei popoli.
Primitivo e naturale impulso che infatti risulta nella tendenza d'ogni paese per l'organizzazione militare delle proprie forze dopo le rivoluzioni, sta sempre nel condurre all'esclusività il sistema prodotto nelle sue armate in rapporto al carattere degli abi­tanti, alla condizione del snolo e delle sue linee militari difensive, allo opinioni volgari create dalle tradizioni, allo special valore che ogni popolo si attribuisce, e alle molte altre condizioni che poi determinano in ogni popolo l'ordinamento di tali forze mili­tari in un dato sistema. Cosi il Piemonte e la Sicilia per le loro opposte condizioni, diedero luogo e fecero giudicare due opposti modi di ordinamento militare in cui restano scisse le applicazioni del principio tattico e del principio politico, che ogni armata deve rappresentare uniti ed armonizzati nella struttura sua propria, è che ogni paese tende ad adottare in una esclusività viziosa e funesta.
E cosi il primo, il Piemonte, i cui abitanti sono più positivi che imaginosi, pio. fermi che ardenti, e quindi più suscettibili di disciplina che di slancio individuale; paese già da molti anni indipendente, e agguerrito di un'armata bene organizzata, che trasporta seco antiche ed onorate tradizioni militari, venia condotto da queste normali condizioni ad assumersi nella guerra nazionale Italiana la missione di fornire l'appoggio di un'armata regolare alle insorte provincie dell'alta Italia che nel Lombardo Veneto erano da molt'anni rimaste prive di armate lor proprie, e non potevano quindi imme­diatamente mettere a disposizione della guerra lor sovrastante se non che truppe con non altro di regolare e ordinato che il nome e l'apparenza.
Per tale stato di cose, e per questa missione il Piemonte portava dapertntto allo organizzamento militare hi prevalenza del sistema tattico regolare. I diritti acquistati per hi scala dell'avanzamento percorsa durante il sistema sotto cui si era prodotta l'ar­mata, e le personali capacita, tattiche, furono i principii costitutivi dell'esercito, come quelli a ciascun dei quali si annette e dipende una di quelle supreme leggi di ordine e di disciplina in cui risiede la precipua forza della guerra considerata qual arte fisica. Per quanto questa scala di avanzamento si fosse adoprata sotto un sistema politico diverso da quello che allora ai doveva difendere, se si volevano delle capacità militari che si riconoscevano essenziali dell'ordine e della subordinazione, se si voleva insomma avere un'armata, era forza subir tutto questo nello stato in cui si trovava. Né il patriot­tismo, né l'influenza sulle masse, né i vantaggi del numero che si ottengono col mante­nere i propri capi alla testa dei corpi irregolari nati dall'insurrezione, e col non procla­mare essenziale il circolo dell'organizzamento tutto militare, valsero a togliere questo dal dominio assoluto del sistema puramente tattico. Dovunque giunse l'influenza del Piemonte i paesi subirono questo sistema, la di cui esclusività completavaai con lo scio­glimento rapido dei corpi irregolari riguardandoli più nocivi che utili, opinione accre­ditata da non pochi grandi tattici, specialmente quando essi accolsero per sistema esclusivo hi guerra tattica, che forza la guerra in uno scacchiere ove é inevitabile dare o accettare battaglie che in un sol fatto decider possono le sorti di un'intera campagna.
Il contrario avveniva della Sicilia. Essa si riguardava come accampata in faccia al nemico, che era padrone del mare, e che fortemente basato nella cittadella di Messina poteva attaccare d'improvviso il grosso dell'esercito, quando Io volesse: di modo che si rendeva necessario che al giorno immediato della rivoluzione avesse ella organizzate le sue forze militari. Ma dalla sospettosa apprensione del Governo tenuta priva di armata sua propria, che allora potesse intiera o in parte abbracciare