Rassegna storica del Risorgimento
FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno
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1937
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pagina
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1133
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La legione umanitaria per la difesa della Sicilia, ecc. 1133
sentimento che lega le diverse armate nelle diverse provincia della stessa Nazione allorquando si combatte sotto il medesimo generale, e in una armata collettiva, e nella stessa guerra, e per un identico principio d'indipendenza nazionale, allora si vedrà costantemente che la semplice divergenza di opinioni su questo argomento in apparenza di pretta organizzazione militare si cangerà nella opposizione politica che egli racchiude Tanto all'uno che all'altro sistema conseguita un cangiamento o una accettazione della politica autonomia delle provinole. Il produrre questo fatto implica raccordare pure la prevalenza di un gruppo di esse sulle altre, e quindi farne altrettanto del politico sistema che ciascuna di queste rappresenta; e forzare il soccombente a reagire, od almeno a servire alla causa nazionale sotto la compressione della propria sconfitta, finalmente egli è questo un provocare con tutte le sue conseguenze quel danno che la organizzazione militare fatta nel silenzio e nella eliminazione di principio si sforzava d'impedire. Qualunque dei due sistemi possa prevalere, il risultato è sempre lo stesso, cìoèlotta di sistemi politici, depressione del partito soccombente, esperienza guadagnata a spese di quel sistema che ottenne la sua applicazione.
La natura è eminentemente complessa, e l'uomo forzato a lottare contro le difficoltà non può sottrarsi alla imperfezione de' propri mezzi. Frattanto, vincitore o vinto, è sempre premiato nel faticoso cammino della esperienza da una più avanzata transazione che il vero concede all'errore.
Tali erano le vicende, e tali i risultati che l'alta Italia aveva ottenuti, talché con una esperienza sì ampia ad un estremo d'Italia il Piemonte preparato di nuovo a combattere per l'indipendenza Italiana prometteva ai popoli d'Italia il suo valido appoggio, alle sole condizioni scritte nel patto di solidarietà che obbliga tutte le Provincie d'una Nazione per la salvezza comune. La Lombardia l'attendeva col più vivo desiderio e risuonava dell'unico grido guerra allo straniero . La Toscana e Roma non disputavano pia nuovi sagrifizi di autorità ai loro Governi, ma imponevano invece sotto pena di decadenza l'invio dei contingenti dovuti alla guerra d'indipendenza. La Sicilia collo spedire legati aduna assemblea costituente federativa, avea dato segno di togliete la propria politica dalle fasce in cui la avea mostrata la scelta d'un re proprio siciliano, scelta che più profondi avea resi i sinistri sospetti d'Europa di non voler la Sicilia partecipare colla penisola altro che ad una lega di popoli non tutti dichiaratamente italiani.
Venezia modello di valore e di sapienza resisteva a nome d'Italia in Governo provvisorio, e fin d'allora stabiliva un patto anticipato di unione Italica da doversi tramandare a quell'Assemblea costituente dell'intera Nazione che si sarebbe chiamata a stabilirne arbitra i patti, alla fine della guerra d'Indipendenza.
E mentre in Venezia giustificavasi il voto di coloro in Italia che si eran tenuti al desiderio del Provvisorio negli Stati innovati, e si purificavano dall'accusa di aver mirato a tener divisa l'Italia in piccoli stati, all'appello ad una Costituente Italiana in Toscana si risvegliavano tatti i voti d'Italia per un patto generale di unione; e se da un lato ciò racchiudeva il difetto di condurre di nuovo verso lo stesso scoglio contro cui prima'si era urtato, cioè ad una delle discussioni inseparabili dalla questione di forma politica fatta precedere alla guerra dell'indipendenza, .era ben più di peso la giustificazione sulle intenzioni del passato, racchiudendo i tre estremi di ogni partito il quale si tiene sulla via del progresso, vale a dire, volontà del popolo legalmente constatata consenso generalo della Nazione .unione d'Italia nel concetto nazionale.