Rassegna storica del Risorgimento

FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno <1937>   pagina <1134>
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1134 Leonardo Mordini
E dietro tale impulso, in Piemonte sì convocava un Congresso federativo* dando cosi prova del pigerai verso questi prineipìi i fautori stessi di precedenti combina­zioni politiche, che includevano una emancipazione da essi.
In tal modo 1* Italia avea maturato per la forza dei fatti i principi i che quante nazioni giunsero alla loro libertà applicarono alla organizzazione delle armate, dopo averli prima violati col mezzo con cui si cercava assicurarne il dominio. Nel forzato silenzio dei partiti imponendosi di soffocale i partiti medesimi, il sospetto, le accuse e l'oppressione non generarono meno della discussione aperta il loro allarme, hi divi­sione, la debolezza, le sciagure che si mirava di evitare. Ed era riserbato a questo julttmo doloroso prodotto il condurre spontaneo con l'incautevole facilità che appar­tiene all'evoluzione delle naturali conseguenze dei fatti il giustificarsi, il conoscersi, l'intendersi, e il sapere che in Italia era uno il pensiero e la volontà per un patto d'unione nazionale quando non si poteva avere Unità; ohe non si conosceva altra via che quella del progresso come diritto umanitario; altra legge che quella dcll'opportumfd come misura del dritto e come dovere dell'uomo; altro legislatore che Vumanità stessa! altro nemico, altra opposizione assoluta che il dispotismo e lo straniero; altro lavoro fuorché quello di cacciar questo, e mantenere alla Umanità il potere legislativo da essa conquistato in Italia, e portarlo nelle provincie dove à violato; altro mezzo che armarsi in nome di questo principio generale, ed assicurarlo con un'opera tutta militare e stra­tegica e tale da costituire una Italia nell'omogeneità di composizione dell'armata, e nell'armonia ed unità d'azione militare.
E allora un'Italia realmente esisteva' per un momento nella sua Unità rappre­sentata da questo concetto, e consegnata all'arte militare, onde il concetto divenisse atto sotto la forza del principio nazionale uscito dalla espressione dei fatti puro, generale, potente, giustificato.
Altri avvenimenti ma relativi alla politica straniera, aveano allora elevato ad ulteriori più. generali conseguenze l'opinione politica degli Italiani depurandola da errori non meno comuni alle prime fasi di tutte le rivoluzioni, e che si rendeva necessario eliminare per porre la guerra nazionale a livello degli altri popoli d'Italia combattenti per la libertà.
Etasi infatti dai Siciliani applaudito alla nomina di un Re, e aduna costituzione per l'Isola decretata sotto l'impulsione d'uomini affascinati dal prestigio dell'astuta diplomazia inglese, e giudicanti che fosse tal prezzo necessario e congruo a guada­gnarsi l'ajuto inglese, preconizzato alla Sicilia da una quasi secolare superstizione; e si aveva perciò sperato nel fallace appoggio dei Governi stranieri.
I popoli dell'alta parte d'Italia inorgoglirono della repulsa data all'ajuto Francese che offerivaai a tutte le nazioni insorte in nome di libertà. I Governi d'Italia rifiuta­vano le legioni di volontari stranieri, e la Nazione divideva ampiamente un tal voto, quanto il sospetto politico che lo dettava.
Nessuna voce sarebbe mai stata abbastanza autorevole per dimostrare fallace e incauta la speranza de' Siciliani, troppo precoce e generale il rifiuto dato dall'alta Italia alla Francia e da tutta Italia alle legioni dei fratelli stranieri. Ma dopo la caduta di Messina e dopo i rovesci toccati all'armi dell'alta Italia sui campi lombardi, si eran veduti i rappresentanti di Francia e d'Inghilterra assistere con una disumana indifferenza all'abbattimento della bandiera della libertà, ed offerire mediazioni ofikiope invece di protezione, e non voler trattore che la causa delle vite e degli averi, non delle istituzioni di un popolo che vita e avori o tutto avea arrischiato por la libertà patria, e domandava ajnto, non per ottenerle in dono ma per ispenderle sul campo