Rassegna storica del Risorgimento

FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno <1937>   pagina <1136>
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Leonardo Mordini
Nominava quindi una Commissione da invilirai fuori doli'Isola, onde per mezzo di questa provvedere ad, un tanto bisogno, ed offeriva a me di presiederne le funzioni, significandomi che la mia elezione era dettata dal desiderio del paese, ond'io ponessi a profitto di quest'opera le relazioni di cui io ed i miei fratelli avevamo potuto assicu­rarci durante 17 anni di esigilo e di peregrinazione, impiegati nell'intendimento politico-umanitario di preparare elementi pel giorno della riscossa nazionale,
IX.
L'ARRUOLAMENTO E L'APPLICAZIONE DEI PRINCIPI! SUDDETTI UMANITARISMO - FRATERNITÀ
Laonde io accettava con la massima fiducia e soddisfazione, riconoscendo l'ono­ranza di questo invito non come sola adozione di un individuo, ma ben più dei prin-cipii che si sa appartenere alla sua pubblica e costante professione. E la maggioranza dei membri della camera rappresentativa, e gli altri cittadini distinti che decretavano ed incoraggiavano l'onorevole incarico che mi si affidava, intesero egualmente nella mia scelta l'espressione dei principii Siculo-Italico ed Italo-Umanitario che per legami precedenti io avea annodati in una propaganda comune che io inerentemente serviva con uffizio di rappresentare il principio più generale di questi stessi principii, quello cioè dell'apostolato dell'Umana Fraternità.
Infine questa mi fu iratissima incombenza, perciocché sperai che sommi vantaggi dovessero risultare dall'armonia di queste circostanze fra loro e coi bisogni del paese, stantechè il Governo e quanti ebbero opera nell'affidamento, vennero così in modo esplicito ad accettare che questo sarebbe riguardato come episodio e procedimento della missione anteriore, e che sarebbero rispettati quindi i dritti appartenenti al principio di cui questa era attivo sacerdozio ed a lui che lo rappresentava.
Alla missione si consacrava a buona ragione il dritto di realizzarsi sin dove le con­seguenze necessarie del principio su cui era modellata potevano comandare, e a chi la rappresentava, il dritto dei patriot ti i quali sino a che non violano i principii che dichia­ratamente servono con l'opera loro propria, o che mediante la venalità dei titoli, dei gradi, degli stipendi non si assimilano ad un impiegato muto e cieco strumento dello stato, ritengono esclusivamente ed integralmente le prerogative del principio mede­simo ed i diritti pel suo predominio; e per ciò la prerogativa di avere sotto la salva­guardia dell'onore di chi dirige lo stato, l'inviolabilità dell'autorità sua propria, come quella che i Governanti devono ai principii cui servono e non comandano, allorché non tradiscono per vanità, ignoranza o mala fede il loro mandato.
E ciò era a sufficienza pel tanto che io mi proponeva, e giudicava profondo e vitale elemento ad una futura organizzazione militare di cui tanto urgeva la Sicilia.
E bensì nella latitudine ch'io riguardava appartenermi nell'esercizio della ima missione, intendeva bene come fosse d'altronde necessario il condurmi in modo da mantenere illeso ciò ch'io doveva ai Ministri come pubblici funzionari e mandatari del potere: ma era deciso usare di questa latitudine stessa ponendo a disposizione del patriota amico e confratello il principio della mia indipendenza dal Ministero stesso, semprechè l'interesse tutto patrio del primo dovesse rompere gli inciampi che il secondo aveva preparati nel cammino delle diplomatiche suo funzioni.
E tale concetto era l'unico patto ohe io imponessi al Governo tanto formalmente, quanto in privato al Ministro, ed anzi dimandai che dovesse essere documentalmente