Rassegna storica del Risorgimento
FABRIZI PAOLO ; SICILIA
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1937
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1137
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La legione umanitaria per la difesa della Sicilia, eco* 1137
espressa collo mia nomina di Presidente por gli arruolamenti all'estero la qualità di rappresentante politico, ed i commissari del Governo che avrei trovati nei varj paca dover essere membri consultabili ad arbitrio di questa Commissione*
Tale estensione soltanto poteva farmi assumere le responsabilità che implicavano la mia missione. E da quel momento mi riguardai obbligato non solo come esecutore dell'arruolamento estero, ma pur anche come il suo appoggio. Pensai quindi di averlo ad afforzare con condizioni gravi e costitutive talché: primo, acquistasse maggior guarentigia di quella di un mero decreto che istituiva una commissione per eseguirlo, e che poteva esser mantenuto o no secondo quelle vicende di un Governo rappresentativo per cui le cose subiscono le sorti variabili dei Governanti e le esterne influenze da cui questi son dominati; secondo, dalla condizione stessa dei fatti avesse assicurata la estensione che si riputerebbe necessaria da quegli uomini dell'arte che sarebbero accorsi ad imprimere all'organizzazione dell'esercito il nuovo impulso mercè cui esso doveva trasformarsi come la difesa della Sicilia richiedeva sovra un calcolato sistema; terzo, quindi si ottenesse tale andamento che l'appello agli uomini conducesse alla determinazione concreta di un sistema razionale di organizzamento dell'esercito, e questo ad un piano corrispondente di guerra; cose tutte che dovendo mantenersi in istretto rapporto fra loro, potevano trovare occasione forzosa nella mia missione a determinarsi e stabilirsi con quella decisione, ordine ed unità essenziali in si gravi circostanze; quarto infine, la quistione dell'arruolamento e delle sue condizioni includesse che la formula dell'accettazione o del rifiuto di queste condizioni stesse equivaler dovesse aduna scelta tra il voler salvare o perdere la Sicilia.
X. COMMISSIONE PER L'ARRUOLAMENTO - PRIMI ATTI FUOR DI SICILIA - PREPARAZIONE
Allora io partiva da Palermo con quella missione ridotta a tale dalla generale formula del mandato ministeriale e dall'esplicita dei cittadini di cui era il rappresentante, e infine dalla mia stessa coscienza.
Ai 17 scendeva in Tolone, e ai 25 dello stesso ottobre arrivava in Livorno dopo aver percorso con rapido viaggio da Marsiglia Genova, Lucca, Prato, Firenze e Pisa, e concertato coi miei amici le prime e fondamentali fila dell'opera mia. E un primo dispaccio datato di quel giorno riferiva al Governo di Sicilia che per aver ufficiali che rispettali sé stessi, e non già avventurieri e specula tori, conveniva presentare i nomi de* generali sotto cui dovevano servire; e che per aver generali che accettassero un servizio guidati non da personali interessi, ma dal sentimento del fine d'una tanta guerra, era indispensabile il poter loro assicurare i mezzi che credessero necessari al risultato. Ed esponeva quindi che in forza di tale considerazione avea giudicato dover cominciare la mia opera offerendo al chiaro patriotta italiano, generale Antonini, di farsi perno di quanto io mi proponeva sulle indicato viste per l'esercito Siciliano .
forte di poter asserire che la mia mozione era in gran parte stata condotta dal saperlo, già prima della mia dipartenza da Sicilia, quanto era colà universale il desiderio per essa, aggiungeva che esplorato pure il voto dei varj uffizi ali italiani della Penisola offertisi a prender servizio in quell'isola, non meno che il voto ancora degli stranieri, e precipuamente Polacchi di egual modo disposti, era lieto di annunziare che si sarebbero sottomessi al comando di questo illustre martire con quella adesione ampia e sincera che è necessaria alla unità, precipua condizione di un esercito specialmente nuovo il quale combatte per la nazionale sua libertà . E riferiva esser condizione