Rassegna storica del Risorgimento
FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno
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1937
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Leonardo Mordihi
espressa della sua adesione che l'arruolamento all'estero venisse esteso a seimila uomini agguerriti, ed in. tali proporzioni di capacità da dover indurre un rapido insegnamento militare al pari ohe costituirei qnadri per l'organizzazione di una forza quadrupla che possa esser messa in campagna contro eserciti regolari, non sapendo egli accogliere speranza di salvezza per l'Isola senza di questa misura .
Definendo poi con esattezza in quella e nelle successive comunicazioni il carattere preciso cui io riportava la mia posizione (cioè di rappresentante il concetto di fraternità 'umana nel senso il più esalto ed Evangelico al pari che con latta la circospezione di chi serve prima d'ogni altra cosa ai principj) io dichiarava a che per la coscienziosa convinzione intorno allo necessità di un arruolamento di 6000 uomini io avrei creduto di operare un tradimento al principio medesimo se, non raggiunto il limite imposto e indicato da Antonini, avessi gettati in una impresa riconosciuta dall'arte impossibile degli uomini che alla mia fede rimettevano ciecamente la loro futura sorte .
In tal modo io partito per assicurare al paese un arruolamento esteso e potente quanto la salvezza della Sicilia esigeva, veniva sin d'allora ad imprimere alla mia missione tale andamento da farne risultare implicitamente per me il diritto di imporre l'estensione necessaria a questo risultato, diritto incontestabile perchè dal principio che dominava la mia stessa missione io dovea intendermi e farmi valere rappresentante di quelli che inviava in Sicilia quanto della Sicilia medesima.
E così la nomina di Antonini diventava allora il segno di accettazione per l'intero arruolamento del piano di organizzazione dell'esercito secondo il sistema di guerra che n'era la conseguenza: cose tutte per le quali a me veniva com'io diceva il diritto di sostenere in nome degli uomini, che sotto'la mia fede in Sicilia accorrevano, l'intero piano e ciascuna delle parti sue che alla salvezza del paese erano necessarie* E cogli stessi dispacci invitavo il Governo a statuire intorno ad un progetto concertato in Tolone con un distinto uffiziale superiore, provato per ventott'anni di servizio attivo nelle armi speciali d'artiglieria e genio, per cui proponevasi un quadro d'uffiziali delle due armi ch'egli stesso avrebbe condotti in Sicilia onde fondare rapidamente i due servizi sul compiuto sistema di Francia, non solo conservando nei quadri gli uffiziali siciliani, ma aumentandoli dei nuovi che avessero voluto entrare in appresso al servizio.
Collo Btesso piroscafo io inviava un colonnèllo per Io stato maggiore di Antonini che andava ad appoggiare ogni proposizione presso il Governo: aggiungeva un chirurgo militare per introdurre il sistema delle ambulanze francesi; ed annunziava il prossimo arrivo di un commissario, già uffiziale amministrativo esperto nelle gestioni militari in campagna, e un professore della scuola militare di Atene allievo di quella di Francia, giovane distinto, che meco intendevasi per fondare colà una istruzione popolare militare che per via semplice ed enciclopedica conducesse dalle nozioni infime alle superiori dell'arte, e con rapidità sviluppasse le naturali attitudini, provvedimento già nell'esercito ellenico riuscito con bellissimo esito.
Significava in pari tempo il prossimo arrivo di varj uffiziali italiani, lo che infatti si verifica esattamente, e tra loro un colonnello che avea combattuto diciotto anni nelle Spagne in corpi collettivi stranieri, e perciò opportuno ed utilissimo al comando disimi! specie di truppa, come a poter dare organizzazione ad un reggimento di personale indigeno coll'ajuto di quadri presi al di fuori. Per la qua! cosa acconsentiva ch'egli conducesse seco un tal quadro a propria scolta, reclutandolo bensì nella Penisola.
La stessa comunicazione comprendeva l'annunzio al Governo Siciliano che pel generale armamento allora operosissimo in tutta Italia, tornando quasi impossibile ottenere buon numero di soldati ed uffiziali italiani per lu Sicilia senza fermare colle