Rassegna storica del Risorgimento
FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno
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1937
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Leonardo Mordini
Dalla Svizzera al mio invito si era risposto, e si facevano amplissime esibizioni, anzi sommamente opportune per l'argomento su coi si attirava allora l'attenzione di quel popolo. Infatti era il momento in cui per amor di libertà e decoro di nazionalità* come pure a riparazione delle violenze esercitate dal governo Elvetico sugli emigrati Lombardi, invocavasi una profonda disamina delle leggi di reclutamento pei re. E l'illustre Mazzini mi offriva a prò' della mia missione le Bue relazioni in Isvizzera estesissime con uomini ardenti pel desiderio di fare che quel Ubero paese somministrasse nella questione italiana una chiara e sicura guarentigia e una solenne protesta contro quelle orde svizzere che fratricide servono in varj paesi l'Europa, e fanno non piccolo nerbo della monarchia borbonica nell'estremo meridionale d'Italia combattendo contro il principio che è la religione politica* e la gloria della Patria loro.
In Parigi trovavansi sciolte d'impegno le antiche guardie municipali e le mobili* desiderose d'occasione onde smentire il giudizio che la sciagurata condizione disciplinata avealoro inflitto pei fatti del 24 febbraio e 24 giugno 1848, e dimostrarsi caldi di quel principio stesso di libertà che in queste guerre civili parve volessero respingere.
In Lione parimenti veniva licenziata la guardia nazionale mobile, ed in tutta la Francia accettava il congedo gran numero di soldati ai quali spirava il tempo di servizio, stanchi dell'inazione cui erano condannate le armi di questa Nozione in momenti così supremi per la libertà di tutta Europa. Molti pertanto cercavano* sotto l'influenza del grido di guerra che suonava intorno alla Francia, poter tentare in paese libero una carriera più in rapporto col loro valore, ed esperienza nel mestiere delle armi. tali elementi mi erano presentati dai più distinti patriotti della democrazia Francese, che nelle gravi ristrettezze dell'industria vedevano provvidenziale il trovare onorato impiego dei loro nelle file italiane, e fare uno scambio di fraterno appoggio in opera di reciproco interesse supremo.
Mi giungeva poi allora l'offerta di mille congedati dall'esercito Greco, i quali si trovavano sparsi per le isole Ionie, nell'Epiro, e sul continente nell'Attica e Morea* paesi dove il mio pellegrinaggio di sette anni mi fece conoscere come là esista amore per l'antica sorella, l'Italia; e di quale potente stimolo al loro soccorso esser dovea il vedere arrivata la rivoluzione quasi alle loro porte* e precisamente in quella Provincia che la Grecia con nobile vanto ricorda essere stata ne' tempi della sua antica glori a insignita del nome di Magna Grecia !
Dalla Corsica mi si rinnovarono le più vive istanze da parte d'uomini a me sicuri per influenza e che sin dall'aprile 1848 mi avean dato incarico di esibire due battaglioni i cui quadri si componevano di uffizi ali che già avevano servito nell'esercito francese. Tutto in tale momento era Italianissimo nel popolo generoso di quelle montagne che in tre anni palmo per palmo io avea percorse in condizioni da poter guarentire intorno le loro offerte pel candido sentimento con cui presentate mi erano .
Ed intanto le condizioni stesse economiche della Sicilia incontravano favore inaspettato in alcune delle accidentali circostanze che mi si apprescntavano.c che io ricercava e studiava.
Le guardie nazionali mobili francesi già congedate avrebbero conservato i loro uniformi, il sacco e il piccolo equipaggio, e solo esatto avrebbero per essi una gratificazione ben tenue in confronto al vantaggio che sotto questo riguardo venivano a dare al Governo Siciliano.
Altrettanto accadeva rispetto 8 quei soldati congedati che sarebbero venuti dal-l'Affrica, giacché in Orano io avea stabilito una Commissione che mentre s'incaricava dell'arruolamento* loro imponeva la condizione di conservare divisa e sacco; e avea