Rassegna storica del Risorgimento
FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno
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1937
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pagina
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1141
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La legione umanitaria per la difesa della Sicilia, ecc. 1141
fatto no tu t mi re al Governo Siciliano un commissario speciale in Algeri pel di cui intermedio attuare i divisnment i accennati. I congedati provenienti doli*Affrica avevano il viaggio pagato dal governo loro sino in Franti a. E per rispetto a quelli che si reclutavano nell'interno del continente francese, quanti volessero partire e fossero privi di mezzi ricevevano dal loro stesso Governo lo indennità d'un franco per tappa fino a Marsiglia. Questo vantaggio si sarebbe pure esteso agli spagnuoli che attraversassero la Francia; e questi avrebbero potuto partire anche forniti delle loro armi.
Infine il governo francese avea emesso un decreto che permetteva ai suoi congedati di prendere servizio in Sicilia: patriottica misura e tutta speciale: risultato del sistema con cui allora procedeva un ministero che come Governo non avea dato alcun soccorso all'Italia, e prova ben luminosa dell'aggiustatezza di quel modo d'alleanza che avea voluto rappresentarsi nella creazione di questo fatto tatto diretto alle simpatie di principio fuor delle linee diplomatiche e dei concordati prettamente governativi.
E tanto bastava alla Sicilia. Infatti per la estensione degli elementi accennati escir potevano ben due eserciti ove lo si avesse voluto: ed il carattere di fraternità tra nazioni sotto il cui unico emblema si esercitava e compieva la mia missione, dovunque risvegliava desiderio del più segnalato sacrifizio senza altra condizione che la reciproca osservanza de' doveri che al principio appartengono.
E per mettere ogni lato della missione sotto la salvaguardia della formula precisa del principio di fraternità che dominarla dovea, esclusivamente io mi dirigeva ai cittadini provati nella professione pratica di questa fede fraterna, e in particolare a quelli che raccolti in Comitati ne mantengono solenne e talvolta pericoloso ministero
Nel mentre che io accettava la loro cooperazione dava a ciascuno atto preciso e documentale che ala Sicilia chiedeva alle Nazioni sorelle lumi ed abitudini militari che a lei mancavano per causa indeclinabile delle sue precedenti condizioni politiche: che conoscendo l'obbligo che ha ogni Nazione di operare nella propria circoscrizione tutti gli sforzi possibili pel suo, eh' è parte del perfezionamento comune, chiedeva a chi ne era in possesso per ragione di precedenti diversi dai propri, una contribuzione dell'arte militare, ma non per comporre un'armata, giacché non mancava alle file siciliane il numero e l'ardore del sacrifizio ch'essa dovea nella sua alla causa comune dei popoli. La Sicilia domandava tale soccorso in nome del diritto che si racchiude nel principio della fraternità la quale toghe l'umiliazione in chi domanda soccorso ed il fasto in chi lo porge, perchè entrambi così solleva all'alto concetto dell'opra compiuta sotto il tetto dell'evangelica famiglia. Lo chiede infino guidata da quel dovere che la solidarietà degl'interessi comuni alla gran famiglia umanitaria impone, mentre l'abbandonarsi alla propria perdita per vanità di non approfittare dell'altrui soccorso è per le nazioni un suicidio doppiamente delittuoso, come quello di colui che ha legate alla propria le condizioni dell'altrui esistenza.
Quindi invitando que' distinti cittadini a coadiuvarmi perchè le scelte fossero in rapporto a cosi preciso mandato, allontanava per tal modo dalla mia missione, sino alla più leggera apparenza, il carattere di quella irrazionale ed invereconda opera che si sarebbe prescelto iì Governo se nell'arruolamento avesse solo voluto la ricerca di un dato numero d'uomini che si portassero in Sicilia per combattere e non altro che per combattere. Io feci appello invece a quei cittadini che guerreggiano per un principio e solo per lui, mai in opposizione a Ini, sempre contro i nemici di lui. Volli insomma condurre gli uomini della libertà non solo invocando unicamente l'ajuto dì questi, ma ben anco ponendomi a guardia del patrio suolo, onde vietarne l'accesso