Rassegna storica del Risorgimento
FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno
<
1937
>
pagina
<
1144
>
1144
Leonardo Mordimi
L'andamento delle cose aumentava ogni giorno questi miei timori. Arrivato il 20 germajo due corse della nuova corrispondenza di trasporti avevano tragittato per Palermo e 10.000 franchi fornitimi per mezzo del console era la somma che mi raggiungeva. Le promesse solo continuavano da parte del Ministro della Guerra, che mi aveva notificato che per riguardo ai fondi si era concentrata l'amministrazione al ministero dell'Estero e Commercio, determinazione di sinistro presagio, perchè nei governi di jconeiliamcnto le difficoltà per l'azione crescono in ragione dell'estensione degli organi governamentali che convien porre in giuoco per ottenerla.
XI.
PRIMO RISULTATO PREPARATORIO
Però operando ogni sforzo di credito mio personale io aveva potuto far giungere sin d'allora in Sicilia oltre i generali Antonini e Miezolawsky 60 tra ufficiali e sotto uffizioli e 400 comuni, mentre altri due convogli stavano per seguirne a completare 800 uomini circa e si andavano accumulando sotto la salvaguardia della mìa personale sicurtà. H totale dell'arruolamento stava intanto preparandosi in canti e sicuri impegni col mezzo delle commissioni da me costituite a Parigi, Lione, Marsiglia, Avignone, Tolone, Corsica, Orano ed in diversi punti d'Italia. Ad esse si erano aggiunte le due che aveva fatto nominare dal Governo Siciliano stesso direttamente ad Algeri e nella Svizzera, potendo eseguirsi direttamente da quei punti sulla Sicilia le spedizioni senza toccare il continente francese.
E qui mi convien notare che a tale primo risultato sarebbero forse stati inferiori i miei sagrifizj, e la esorbitante esposizione mia personale con là quale suppliva nell'aspettazione dei fondi siciliani se non fosse stata la coopèrazione che io incontrava nel nobile slancio di abnegazione di coloro che io colà inviava. Fu così che potei gettare ad onta degli ostacoli incontrati, forse non del tutto ne da lato di tutti innocenti, le fondamenta dell'opera mia, affrettato dalla considerazione necessaria dello accostarsi dell'epoca probabile per la ripresa delle ostilità, e dal desiderio di tentare che un primo saggio favorevole venisse ad incitare la fiducia degli onesti a risolutamente volere, sgomentando in pari tempo la responsabilità degli avversi sin che v'era tempo a salvezza.
La presenza in Sicilia del general Antonini due volte invitato, pregato da me prima e dal Governo di poi, e che solo accettava servizio a condizione esplicita dell'arruolamento di 6000 uomini abituati e capaci all'armi; le comunicazioni successive che avevano approvato tale provvedimento il cui eseguimento era allentato solo dalla mancanza di fondi; la sanzione chiara e lata a quanto andavo adoperando in mezzo a onesti gravi impacci ed in sì vasto progetto, siasi accettando quanto io gli presentava, siasi approvando le commissioni che istituivo e nominando quello che gli chiedevo, ed ogni sorta d'scoraggiamento e fiducia che mi giungevano diretti ed indiretti dal Ministero, avevano ridotto la questione dell'arruolamento a quel preciso e chiaro concetto a cui fin da principio aveo creduto necessario farlo pervenire, cioè, che la formula dotta sua accettazione o del rifiuto inchiudesse ed equivalesse realmente al dichiarare di voler salvare o perdere la Sicilia.
Restava però ad aversi in Sicilia chi rappresentasse l'opera mia e ravvalorasse mentre operavo all'estero chi aggiungesse il peso di una grave autorità all'appoggiò che gli prestavano i cittadini che la esigevano dal Governo quale massimo ed