Rassegna storica del Risorgimento
FABRIZI PAOLO ; SICILIA
anno
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1937
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Leonardo Montini
precauzioni inteso ad ottenere l'accordo necessario, io dal di lui voto e anzi da sue lettere diretto invitavo il Mierolawski che immediat amenle lo seguisse. Giovine questo allievo delle scuole militari di Polonia e di Francia, che l'ardita intrapresa di Poseu, la vigoria dei principj resìstente alle carceri ed innanzi al supplizio, e le opere di arte militare pubblicate con plauso dei dotti aveano reso di nome noto ed onorato. E perciò io presentava nel loro assieme un Antonini, che nativo Italiano si era sagrifi-cato in Polonia come fosse Polacco, ed un Mierolawski, Polacco, che veniva in Italia a spendere i propri sagrulci come Italiano. Tutto portava a credere che Antonini avrebbe mantennto essere rilevante allo scopo l'assodamento di quella giovine capacità che egli avea cercata, e che fama era seco portasse i germi di quei genj che le diverse epoche produssero adatti alle circostanze, perche sono prodotti e modellati su di esse. Mierolawski unito a lui che sulla patria terra aveva incanutito fra le persecuzioni, mutilato, soldato veterano, valoroso, eletto dal popolo del proprio paese, uomo influente e pertinace, doveva a mio credere veder necessaria a sé straniero, privo d'appòggi personali, e di precedenze strettamente militari, la commistione dell'altro, e riconoscere anzi nella conservazione della di lui autorità l'interesse della sua stessa conservazione e la salute della causa cui era giudicata integrale l'opera che precisamente, cosi uniti, essi rappresentare dovevano
Ed io procurava quest'accordo al Governo, manifestandogli come in epoca in cui la mancanza di grandi capitani era sentila in tutta Europa, fosse saggia quella composizione in cui due uomini a vicenda completar si dovevano per modo che nel loro assieme si avesse ciò che in un solo generale è ben difficile trovare anche nelle più favorevoli circostanze, dico cioè, il valore, l'arte e la scienza, il consiglio e l'esperienza proprie all'età, la fiamma dell'intraprendenza e l'impeto della giovinezza. E tutto ciò mantenendo nePa disposizione degli nomini che rappresentavano queste condizioni < al nome nazionale portato al primo potere dal pubblico voto quella supremazia che m'ero proposta di guarentire sotto ogni lato della questione di organizzazione unitare come principio supremo .
Né tale concetto era ipotetico ed arbitrario, ma era preceduto dall'esempio di ciò che si fece in ogni altro paese in condizioni più o meno consimili alle Siciliane d'allora, e quando si volle vincere, come d'altra parte lo si voleva assolutamente e a qualunque costo in Sicilia. H comando supremo dell'esercito costituito coll'unire due generali come io aveva pensato, ha per sé anzi il giudizio del primo trattatista sull'arte della guerra, il Jomini. E con tale autorità sta la pruova d'infiniti ed importanti casi storici; ed anzi il fenomeno di uomini fuor d'ogni scienza, e di ogni uso dell'armi, formatisi abilissimi condottieri di colonne con aver aggiunto a loro stessi individui periti nell'arte della guerra, non fu nel massimo numero che ripetizione del fatto medesimo.
Era tal principio che m'avea diretto a cercare che il Governo si trovasse in caso di produrre un insieme di tale natura dal primo all'ultimo grado dell'esercito, sempre-chè s'incontrasse il caso di un ufliziale scelto al proprio grado per il carattere politico/ ma sprovvisto delle corrispondenti capacità militari. E le capacità speciali, non che le condizioni politiche e sociali di quanti io inviava in Sicilia erano calcolate e misurate precisamente sotto tale punto di vista. Perciò se talune lettere di nomina indicavano il destino degl'individui a dover far scendere dai gradi superiori la organizzazione, ed imprimerla ed assicurarla col comando, distribuendo i Siciliani in quadri misti con gli esteri bensì, ma por formare battaglioni indigeni e regolari, io avevo cercato individui che avessero le condizioni elevate e dimostrate del patriota e del